Dove si conclude l’azione del venerdì in pista inizia il lavoro al simulatore. E, in Ferrari, il 2019 vedrà Pascal Wehrlein condurre l’attività portata avanti da Daniil Kvyat lo scorso anno e, prima ancora, da Antonio Giovinazzi. In attesa che venga ufficializzato l’ingaggio del pilota tedesco, ex Mercedes – col relativo, utile, know how sui metodi di lavoro impiegati a Brackley –, team col quale ha interrotto il rapporto a fine 2018, i rumours indicano una seconda figura da affiancare al simulatore: è il nome di Sergei Sirotkin a emergere quale probabile favorito.

Wehrlein è reduce da una stagione trascorsa nel DTM e, senza più sbocchi in Formula 1, che pure ha provato a riconquistare puntando al sedile Toro Rosso, ha deciso di interrompere il rapporto con Mercedes e accettare il ripiego sulla Formula E, con Mahindra. Il vincolo contrattuale con la casa di Stoccarda fino al 31 dicembre scorso gli ha impedito, però, di correre l’e-Prix di Riad: sarà al via, sabato prossimo, a Marrakesh.

Nelle stagioni da terzo pilota Mercedes F1, Wehrlein si è sobbarcato il maggior carico di lavoro nella raccolta dati sullo sviluppo delle nuove gomme Pirelli, vasta esperienza di tester che si tramuterà, adesso, in compiti “virtuali”, impegno al simulatore che ha permesso spesso alla Ferrari di trasformare il rendimento incerto espresso nelle libere del venerdì sui campi di gara in prestazioni da pole al sabato.