Dei tre gran premi in scadenza di contratto nel 2019, escludendo i casi specifici di Silverstone e Hockenheim - con storie diverse dalla rinegoziazione alla quale vanno incontro Barcellona, Monza e Città del Messico -, l’evento in Messico deve fare i conti con la cessazione del finanziamento federale riconosciuto fino all'edizione 2019.

Si tratta del cospicuo contributo da 400 milioni di pesos – al cambio attuale oltre 18 milioni di euro – che il sindaco Claudia Sheinbaum ha dichiarato verranno mobilitati per altre opere, dalla priorità superiore rispetto al costoso (sebbene dal grandissimo successo di pubblico) evento di Città del Messico.

È il giornale economico El Financiero a riportare le parole del sindaco, ad annunciare nei giorni scorsi come “entro il 2020 il governo federale non ha più previsto l’allocazione di queste risorse, perché gran parte andranno alla conclusione dei lavoro della linea ferroviaria turistica Mayan”.

La determinazione a interrompere il finanziamento governativo all’organizzazione del Gran Premio del Messico è chiara sin dallo scorso anno e, al tavolo per siglare un nuovo accordo con Liberty Media, che veda il Messico ancora in calendario dal 2020, i promoters devono negoziare una revisione delle somme richieste. 

In merito alla recente uscita della FOPA, l’associazione degli organizzatori dei gran premi di Formula 1, la componente messicana ha preso le distanze dai toni critici espressi dalla FOPA sulla gestione Liberty Media, chiarendo di non aver partecipato all'incontro londinese dal quale è nato il documento di contestazione, in tre punti, sulla strategia di Liberty Media, e preferendo un approccio più morbido nella discussione e soluzione delle esigenze (diversissime) di ciascun promoter nel rapporto con la Formula 1.

Vicinanza ai “colleghi” promoter e apprezzamento verso Liberty, la posizione espressa dagli organizzatori del GP del Messico, a ribadire come “i negoziati circa il rinnovo del contratto continuano in privato”