Il primo numero di Autosprint Gold Collection è dedicato a Niki Lauda che il 22 febbraio compie 70 anni. È stato l’innesco per raccontare la storia e le mille vite del tre volte campione del mondo, un meraviglioso viaggio all’interno dell’archivio di AS nelle vicende di un uomo, scampato al fuoco e alla morte, che ci ha accompagnato per quasi cinquant’anni attraverso le sue innumerevoli carriere. Con il primo numero i lettori troveranno in allegato anche il raccoglitore per custodire in un unico cofanetto da collezione i 12 volumi che andranno a comporre questa nuova iniziativa del settimanale della Conti Editore.

Autosprint Gold numero 1 è un racconto che si sviluppa lungo 132 pagine, con foto inedite e tante storie da raccontare e rileggere dentro un viaggio dentro 70 anni di Niki Lauda e 50 stagioni abbondanti di motorsport. 70 candeline da spegnere per il tre volte iridato in F.1. Un gigantesco innesco per raccontare la storia di un uomo dalle mille vite col volto straziato dopo essere sfuggito alla morte.

Già, perché le vicende umane di Niki debbono essere considerate un singolare romanzo, comprendente anche l’esperienza di morire e poi tornare miracolosamente al mondo. “Una corsa degna di Lauda”. Dice così il titolo del numero 21 di As che esce in edicola il 24 maggio 1971. Per la prima volta quel cognome che ben presto diventerà familiare per gli appassionati compare in buona evidenza sulle pagine del settimanale da corsa.

Vince nell’Euro 2000 a Salisburgo. Quattro anni più tardi Lauda diventa campione del mondo con la Ferrari. Il Cavallino rompe un digiuno lungo 11 anni: Niki conquista il titolo iridato e la Rossa il titolo marche. Sono giorni sereni a Maranello nel mondo del Drake. 1975 l’anno della luna di miele. Sembra una bella favola. E invece nel ‘76 arriva il dramma e il fuoco del ‘Ring. Lauda sfugge alla morte e dopo 6 settimane con il volto mangiato dal fuoco torna a correre a Monza.

Poi c’è il Fuji. Dove Niki per paura alza bandiera bianca. E niente sarà più come prima. Perderà il titolo contro Hunt in una stagione da film. L’anno dopo si prenderà la rivincita vincendo il secondo Mondiale della carriera con la Rossa che saluterà a fine stagione con un addio al veleno. Dell’austriaco cuore ingrato Enzo Ferrari scrisse nel suo libro Piloti che gente: “Se Lauda avesse ritenuto di restare alla Ferrari potrebbe già aver eguagliato il record di Fangio. Nel 1979 Lauda sorprendentemente si ritirò dalla corse comunicando la decisione in occasione del Gp del Canada, esattamente come due anni prima aveva rinunciato a prendere la partenza anche con la Ferrari. Ho sempre pensato che la prima rinuncia non fosse altro che una anticipata sospensione di rapporto di collaborazione, mentre la seconda mi era apparsa onesta e irrevocabile.  Mi sono sbagliato: Lauda sembra abbia avvertito in seguito il richiamo dell’ambiente oppure trovato nuove motivazioni. Non saprei. Fatto sta che con la McLaren è tornato sulla breccia ed è ridiventato campione del mondo, passando poi al terzo ritiro. Possiamo credergli?".

Nel dubbio Lauda ha avuto anche altre mille vite ma da quel mondo che l’ha visto spesso al centro della scena non si è mai allontanato definitivamente continuando a regalarci immagini, storie, e sensazioni mai banali. Buon compleanno, Niki!