A un anno dai 5 punti programmatici della Formula 1 del futuro, praticamente dietro l’angolo, visto l’orizzonte del 2021, mostrati da Chase Carey alle squadre, in Bahrain, non c’è ancora un accordo definitivo sui particolari, pronto a trasformarsi in norma tecnica e sportiva.

Se ne discuterà, ancora, martedì prossimo nel corso del Gruppo Strategico che si riunirà a Londra, seguito dalla Commissione F1. Jean Todt, in Australia, ha espresso la propria fiducia su un pacchetto di misure pronto per essere annunciato nel week end del GP del Bahrain.

FIA che ha recentemente lanciato un bando di gara per individuare un fornitore di trasmissioni, un’azienda che produca in monofornitura il cambio. Il bando varrà quale indicazione dei costi da sostenere, rispetto allo sviluppo di una soluzione propria da parte di ciascun team. Anche qui, un'esplorazione più che un accordo con il placet delle squadre.

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I temi all’ordine del giorno sono talmente tanti che difficilmente si uscirà dall’incontro londinese con una serie di provvedimenti definitivi e in grado di guidare il passaggio alla nuova Formula 1. Da due anni si discute della necessità di standardizzare il maggior numero possibile di componenti, per ridurre i costi e lasciare margini di sviluppo tecnico su aspetti più direttamente “percepibili” dal grande pubblico.

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Le power unit sappiamo già resteranno con lo schema tecnico attuale, migliorato dalla probabile abolizione del flussometro e dal conseguente utilizzo pieno dei 15.000 giri/min già previsti dalle attuali norme tecniche.

Andranno discusse anche le misure sul format di gara, dalle possibili variazioni alla sessione di qualifica, con l’introduzione di un’eliminatoria aggiuntiva, così come andrà messo nero su bianco un accordo sulla ripartizione dei proventi e il riequilibrio delle disparità tra grandi team e squadre di seconda fascia.

Tecnica, norme sportive, Patto della Concordia. I tempi sono ristretti, a dispetto dell’orizzonte del 2021 che può sembrare ancora distante: Abbiamo bisogno di chiarezza, perché sono in corso tante discussioni. So che Chase è pronto a presentarci qualcosa, vedremo cosa e partiremo da lì.

Dobbiamo arrivare al punto in cui sappiamo cosa avverrà in futuro, viceversa non possiamo gestire i nostri affari. Non puoi iniziare lo sviluppo se non hai delle norme tecniche. Tutti iniziamo almeno un anno o 18 mesi prima. Oggi mancano 21 mesi all’inizio di quella stagione, non ti resta molto tempo”, commenta Guenther Steiner ad Autosport.

Tanto più si riduce il tempo utile per programmare il 2021, tanto più grandi saranno gli investimenti necessari per essere pronti, con un vantaggio che sarà tutto per le squadre dalle maggiori disponibilità.

“Ci sono molte cose da discutere. La governance, il budget cap, i regolamenti tecnici. Buon per noi se riusciremo a decidere tutto in un incontro. Sì, buona fortuna”.