Come sempre, "è solo venerdì", ma se ai riscontri cronometrici assoluti non va (mai) dato più valore del necessario, restano comunque le prime indicazioni fornite dalla pista di Shanghai. Che al di là dei singoli "infortuni" dei piloti vede la Mercedes sempre davanti e la Ferrari lì assieme, dato che i 27 millesimi che separano i riscontri cronometrici di Valtteri Bottas e di Sebastian Vettel non sono certo una "vera differenza", soprattutto se non siamo nemmeno in qualifica.

In ogni caso la Ferrari ha confermato di aver ritrovato il bandolo della matassa, così come aveva fatto in Bahrain. Purtroppo ha confermato anche certi problemi tecnici: Charles Leclerc è stato fermo nella seconda parte delle FP2 per il ripresentarsi delle perdite dal circuito di raffreddamento. Un problema non tanto grave di per sé (almeno, finché non avviene in gara…) anche perché non ha nulla a che fare con i presunti surriscaldamenti, ma che ha fatto perdere i long run da parte del pilota monegasco. E questo potrebbe ripercuotersi negativamente sulla "conoscenza" del comportamento dei pneumatici in funzione della gara.

Inoltre, pure nelle prove alla distanza con Seb la SF90 è apparsa veloce, anche con le gomme più dure, ottenendo tempi paragonabili a quelli fatti segnare da Lewis Hamilton (che non era soddisfatto del bilanciamento) però con gomme più morbide. Ovviamente i riscontri reali si avranno in gara, ma restano prospettive di prestazioni abbastanza ravvicinate. Questo anche dopo il piccolo "infortunio" della Mercedes che si è vista rifiutare alle verifiche tecniche la nuova ala anteriore, pur portata a livello sperimentale, per irregolarità degli "endplate" alle estremità.

Ravvicinata anche la Red Bull, al momento: 2 decimi separano Max Verstappen dal vertice, un gap facilmente colmabile con buoni set-up e strategie per la gara. Ancora un po' troppo staccato Pierre Gasly, ma oltre alle sue difficoltà di adattamento con la RB15 si nota che gli esperimenti più "improbabili" vengono sempre fatti sulla sua macchina.

Conferme arrivano anche nei team "di rincalzo" con Renault e McLaren ancora in buona, anzi buonissima forma. Dopo la sostituzione dell'intera power unit in seguito ai problemi della gara in Bahrain, Nico Hulkenberg precede Carlos Sainz giusto per 45 millesimi, con i compagni di squadra Lando Norris e Daniel Ricciardo (nuova Mgu-K per lui) a seguire non lontani. Abbastanza bene anche Alfa Romeo e Toro Rosso: Kimi Raikkonen è fuori dalla top ten solo per 1 decimo, mentre Antonio Giovinazzi ha perso praticamente tutta la prima sessione per un problema di montaggio del propulsore. Da parte sua il team di Faenza segue di poco con entrambi i piloti Alex Albon e Daniil Kvyat, dopo che sulla macchina del russo è stata sostituita precauzionalmente la power unit facendo perdere un po' di tempo a inizio FP2.

Un solo decimo in più e abbiamo le Racing Point di Lance Stroll e di Sergio Perez separati tra di loro di soli 5 millesimi, ma ancora impegnati a risolvere alcune carenze di tenuta e di bilanciamento. Problemi anche per le Haas, con Kevin Magnussen 16° ma sempre a meno di 1"5 dal vertice, mentre Romain Grosjean ha sofferto un cedimento all'ala anteriore. Anche stavolta la lista dei giro veloci viene chiusa dalle Williams, ma oltre a far notare come stavolta Robert Kubica sia davanti a George Russell (solo di 1 decimo, peraltro) è più indicativo – e benaugurante – segnalare come il distacco dal vertice stavolta sia inferiore ai 3 secondi: speriamo che il recupero prosegua.