Come quasi ogni lunedì post-GP, eccoci ad analizzare le varie decisioni prese dal collegio degli ufficiali di gara in occasione del GP F1, in questo caso quello in Azerbaijan. Ricordiamo che ad affiancare Michael Masi, ormai stabilmente direttore di gara, erano stavolta Gerd Ennser (dal DTM), Nish Shetty (della corte d'appello Fia) e Mika Salo come ex-pilota, oltre ad Anar Shukurov come vicedirettore.

Già prima dell'inizio delle prove ci si è trovati alle prese con i nuovi elementi sostituiti, ma mentre le nuove power unit su Red Bull e Toro Rosso rientravano tra quelle ammesse (seconda per RB, terza per STR), la terza centralina di gestione montata sull'Alfa Romeo numero 99 (sulle due ammesse) ha determinato la penalità di 10 posti in griglia per Antonio Giovinazzi.

Alla fine delle prove del venerdì, invece, c'è stato il problema di Pierre Gasly che ha saltato il controllo del peso al rientro in pitlane. Nulla di grave, normalmente: basta riportare subito indietro la macchina ed effettuare la pesata. Purtroppo però la distrazione di pilota e squadra è stata determinata dalla voglia di fare un'esercitazione di pit-stop "estrema", e così prima di accorgersi della violazione avevano già cambiato le ruote. A quel punto i commissari non possono più accettare di verificare una macchina che è già stata "manomessa" e quindi è scattata la sanzione. Il regolamento è stato purtroppo applicato alla lettera, e così Gasly si è visto imporre la partenza dalla pit-lane per il GP: davvero un po' troppo in considerazione che non vi è stato nessun vantaggio illecito o pericolo per quanto successo.

La diatriba tra commissari e Gasly non è però finita. A parte la decisione di sostituire il cambio (+5 posti, ovviamente solo virtuali) nelle qualifiche (Q1) gli è stato riscontrato un eccesso di consumo istantaneo, quello misurato con il flussometro, con conseguente annullamento delle qualifiche stesse (pena: partenza in coda). Per rimediare all'inconveniente, dovuto ai nuovi parametri del motore Honda evoluto e appena sostituito (evidentemente non ancora perfettamente sotto controllo), è stato cambiato il settaggio della centralina. Ebbene, anche per questa "modifica in regime di parco chiuso" i commissari si sono ritenuti in dovere di comminare un'altra partenza dalla pitlane. Fortuna per Pierre che tali sanzioni si esauriscono nell'arco del singolo GP, altrimenti l'avremmo visto abbonato a partire ultimo quasi fino a metà stagione…

Altro episodio nelle qualifiche, quello dell'ala anteriore di Kimi Raikkonen che fletteva troppo (più di 5 mm) sotto il carico di 60 N applicato alle verifiche tecniche (art.3.9.8). Anche qui annullamento della qualifica. In più, siccome la causa era il cedimento del supporto che consente la regolazione rapida dell'ala, la sostituzione con un altro irrobustito alla meno peggio è rientrata tra le "modifiche sotto parco chiuso" determinando la partenza dalla pitlane, da cui Kimi è risalito fino al 10° posto finale.

A partire dalla pitlane era stato condannato anche Robert Kubica, per interventi più "voluti" tra qualifiche e gara sulla sua Williams (tanto partiva ultimo). Ma pure in questo caso non è finita lì: infatti il team ha portato troppo presto la macchina a schierarsi a fine pitlane (l'art.28.8 lo consente solo da 20 minuti prima del giro di ricognizione) rimediando così un drive-through in gara. Un GP davvero da dimenticare per il team di Grove, e non certo solo per questo inconveniente.

Infine, i commissari si sono trovati a dover giudicare uno degli episodi più bizzarri visti in un GP di F1. Questo quando, in un attacco su Daniil Kvyat alla staccata di curva 3, nel corso del 31esimo giro, Daniel Ricciardo arriva lungo a ruote bloccate dritto nello spazio di fuga. Come sempre fanno i piloti in questi casi, l'australiano ha cercato subito la retromarcia, con una certa concitazione perché non entrava, in modo da riprendere la pista il prima possibile. Purtroppo nella fretta non si è accorto che Kvyat era finito leggermente lungo anche lui, impossibilitato a sterzare nel punto giusto perché aveva Ricciardo ancora al suo fianco.

Così la Renault ha centrato in retromarcia la parte posteriore destra della Toro Rosso, con la ruota della RS19 entrata nella fiancata della STR14. I danni sulle due monoposto hanno poi portato al ritiro di entrambi i piloti. Anche in questo caso i commissari non sono stati teneri, e l'ovvia completa involontarietà dell'incidente è stata superata dalla considerazione che non sono state adottate tutte le misure di prudenza del caso (tipo guardare gli specchietti per tempo) e che era stata completamente rovinata la (bella) gara del pilota russo. Dunque Ricciardo sarà condannato a partire tre posizioni indietro al prossimo GP di Spagna, oltre ad avere 2 punti di penalità.