Dare un segnale che si può cambiare l’andamento del mondiale, darlo su un circuito che, in inverno, ha contribuito a scrivere una narrazione piuttosto diversa dalla realtà verificata nelle prime quattro gare del mondiale. Ferrari in Spagna con altri aggiornamenti attesi sulla SF90, con Sebastian Vettel a 35 punti di distacco dalla testa del campionato.

Baku non era il week end da “dentro o fuori” per la contesa del titolo, nelle parole di Seb. Certo ci si attendeva una risposta alla superiorità Mercedes espressa in Cina, risposta che, in gara, non c’è stata, se non con la velocità di Leclerc con la gomma media nel primo stint.

CAPOVOLGIMENTO DI FRONTE CERCASI

Sarà la velocità a decidere la contesa. Nelle prime tre gare Mercedes ha avuto, in media, più velocità di noi, in Bahrain eravamo leggermente davanti ma non è stata la migliore gara per noi. Io non ho ottenuto il risultato che avrei potuto. Tutti in Ferrari stiamo lavorando per cercare di ribaltare le cose”, racconta in un’intervista a Sky Sport UK. Prima che arrivasse Baku e il quattro su quattro di Mercedes.

Se il nodo tecnico è nella gestione delle gomme, utilizzarle nella corretta finestra termica di funzionamento, Barcellona porrà l’accento sul surriscaldamento anziché le difficoltà nell’entrare in temperatura tipiche del circuito cittadino di Baku.

ANTI-SOCIAL ED ETICHETTE

Oltre l’attualità, Sebastian commenta il ricordo che lascerà una volta appeso il casco al chiodo, quale “memoria di sé”: “Specialmente oggi, con il mondo che si muove così rapidamente, non sento il bisogno di essere ricordato. Non mi rattrista, è positivo andare avanti. Tanto quanto amo la tradizione sono contrario all’essere bloccato in un momento o un’era. Penso sia bene andare avanti, dobbiamo farlo. Credo sia bello guardare indietro alla carriera, ma non è il senso delle nostre vite, lo è molto di più proiettarsi in avanti”.

È la visione naturale del personaggio da The Family Man, un modo di vivere lontano dai riflettori, dai social, roba da valere una Medaglia d’onore per il profilo della figura e i tempi: “Non riesco a identificarmi con una generazione che vuole condividere tutto, in ogni momento. Non è che abbia qualcosa da nascondere, non sento la necessità di condividere ogni cosa. A me piace avere una vita normale, quella che chiamerei una vita normale.

Non vedo il senso di condividere quel che sto facendo”.

Essere ricordato come il pilota in grado di riportare il titolo mondiale in Ferrari sarebbe comunque un bel lascito agli annali, un'aggiunta a una carriera, comunque la si pensi, che lo porta tra i grandi.  Resta l’obiettivo, coronare il sogno del titolo in Rosso: “Voglio di più, voglio vincere con la Ferrari, vincere il campionato”.

NESSUN BARATTO, ARRIVERÀ IL TITOLO CON LA ROSSA

Alla domanda se baratterebbe uno dei titoli ottenuti Red Bull per uno con la Ferrari, Seb dice: “Forse sono un cattivo mercante ma non baratterei nulla perché sono convinto di poter vincere con la Ferrari, non c’è bisogno di negoziare”.