La gara di Barcellona si è decisa alla partenza, per la precisione fino alla terza curva. Valtteri Bottas non è scattato bene dalla pole position (lui ha parlato di uno strano comportamento della frizione) e così ha lasciato il varco a Lewis Hamilton per affiancarsi all'interno. In realtà chi al via è scattato meglio di tutti è stato Sebastian Vettel, che dalla seconda fila è arrivato ad affiancare anche lui Bottas alla prima staccata: purtroppo si trovava all'esterno e nel cercare il miracolo ha frenato arrivando al bloccaggio.

Da parte sua, Bottas si è trovato preso a tenaglia tra Hamilton e Vettel, così nonostante fosse leggermente avanti ha preferito evitare problemi (leggasi: incidenti) e si è sfilato dall'incomoda posizione, anche perché Lewis all'interno non era certo contrastabile, lasciando andare gli altri due e gestendo pure un'improvvisa intraversata. Seb però è finito leggermente lungo in conseguenza del bloccaggio, e del resto non poteva stringere in un punto dove in tre non si passa. Così, largo in curva 1, è rientrato in corrispondenza di curva 2 andando però a tagliare la strada proprio a Charles Leclerc che al via aveva "fregato" Max Verstappen.

In tutto questo è proprio l'olandese ad approfittarne appieno, superando prima il monegasco costretto ad alzare il piede per non tamponare il compagno di squadra, e poi anche Seb che ha avuto un'esitazione nell'inscrivere la macchina in curva 3, dalla quale è uscito 3° Max. Da quel momento ha gestito il tutto alla perfezione, senza una sbavatura, meritandosi l'ultimo gradino del podio e la citazione quale "driver of the day".

Le Mercedes erano semplicemente imprendibili, e soprattutto lo è stato Hamilton: con una serie di giri veloci ha messo subito in chiaro che c'era poco da fare, e lo stesso ha fatto anche al restart dopo la safety car conseguente all'incidente tra Lance Stroll e Lando Norris (sul quale pende tuttora l'investigazione della direzione di gara). Così stavolta il punto per il giro veloce lo assomma lui, ai 25 della vittoria, tornando a guidare la classifica generale davanti appunto a Bottas.

Posto che ci sarebbe stato ben poco da fare, con una macchina decisamente più lenta (di Mercedes ma non di Red Bull, però), nel resto della gara la Ferrari ha tuttavia "fatto cose" che hanno decisamente suscitato più di una perplessità. A farlo sono state soprattutto le esitazioni sui team order (e già il fatto che siano necessari è comunque opinabile) nel lasciare strada prima a Leclerc quando Vettel si è ritrovato con le gomme spiattellate per il bloccaggio al via, poi a rovescio quando Seb aveva raggiunto Charles in virtù di strategie diversificate. E pure i pit-stop non sono stati all'altezza della tradizione Ferrari. La tattica di puntare su soft-medie-medie per Vettel (con due soste) e invece su soft-hard con Leclerc è stata invece apprezzabile, per quanto poi vanificata dalla safety car e dal tempo perso da Seb in coda a Charles, e ha mostrato come anche stavolta la SF90 si sia trovata decisamente più a suo agio con la mescola intermedia.

Nelle retrovie, la galoppata delle due Haas è stata interrotta dalla safety car, perché al restart Kevin Magnussen è stato davvero "duro" (ma irreprensibile) su Romain Grosjean, che è stato mandato largo in curva 1 in quella occasione e poi anche nei giri successivi quando attaccava stando all'esterno. In questo modo però il francese ha anche rovinato le gomme e così non è riuscito a contenere il ritorno di un Carlos Sainz ottimo a sfruttare tutte le possibilità che ha trovato sulla sua strada, e poi anche di Daniil Kvyat anche lui autore di una bella gara (ad un certo punto si era pure inserito tra le Haas) penalizzata da uno sbaglio del team al cambio gomme. C'è poi mancato poco che anche Alex Albon riuscisse ad entrare in zona punti a danno di Grosjean, a confermare che la STR14 non andava male oggi.

Scarsa prestazione invece per Racing Point e Alfa Romeo, di cui non riesce ad approfittare la Renault: nonostante strategie diversificate, Daniel Ricciardo (in evidenza solo a sprazzi) e Nico Hulkenberg (partito dalla pitlane) finiscono 12° e 13°. Ne approfitta invece appieno Magnussen, salendo 7° in classifica mondiale davanti di un punto a Perez e Raikkonen. "Checo" si accontenta di finire 15° mentre Kimi, finito largo nella ghiaia in curva 4 a inizio gara, conclude 14°. Li segue in scia Antonio Giovinazzi 16°, davanti a George Russell e Robert Kubica ben più staccati.