Prendi il Bahrain e quello stato di forma, buono per dominare il gran premio. Potrebbe ripetersi a Montreal, dove la Ferrari è reduce da un 2018 vincente 14 anni dopo. Se uno dei problemi della SF90 è nel generare carico aerodinamico e, di conseguenza, far lavorare al meglio le gomme 2019, l’elevata efficienza sul dritto, figlia di un drag ridotto, tornerà a proprio vantaggio nel Gran Premio del Canada.

Se il film di Monaco era tristemente anticipato dai punti deboli del progetto SF90, sul quale si lavora per introdurre una rivisitazione dei concetti aerodinamici, la competitività di Leclerc a Baku depone in favore di altre aspettative sul Canada, simile per caratteristiche dell'asfalto, da bassa aderenza e abrasività, fattori piuttosto diversi da Sakhir.

MONTREAL SENZA EVO FILOSOFICHE

“Pensando al Canada sono tanti i ricordi dalle passate stagioni che affiorano nella mia mente. Questa pista si è spesso caratterizzata per gare spettacolari e mai scontate. Il lungo rettilineo con una decisa staccata prima della chicane che porta al traguardo permette sorpassi e belle battaglie”, dice Mattia Binotto.

Più importante, però, apprendere come non debutteranno le novità tecniche, anche di cambio filosofico, annunciate dopo i test di Barcellona. Serve tempo per lo sviluppo e, Montreal, per caratteristiche, è un banco di prova sul quale, paradossalmente, i deficit della SF90 possono trasformarsi in punti di forza.

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Sappiamo di non essere al momento sufficientemente competitivi, e che ancora non avremo modifiche alla vettura che ci permettano di indirizzare in maniera significativa i problemi di inizio stagione, ma il Canada rappresenta per tipologia di tracciato una sfida ancora diversa nella quale a contare saranno velocità di punta, efficienza frenante e trazione.

Da parte nostra siamo pronti a dare il meglio lasciandoci alle spalle gli errori delle scorse gare.

MEKIES, SERVE PERFORMANCE SU OGNI FRONTE

Non sarà certo un week end in discesa, anche perché Mercedes è attesa con un’evoluzione sulla power unit che potrebbe aiutare nel non perdere troppo terreno sui 3 lunghi rettilinei del circuito.

Sui punti deboli, Mattia Binotto, è stato chiaro a Monaco. Aerodinamica e meccanica interagiscono nel deficit che ha la Ferrari sulle curve lente e nell’utilizzare al meglio le gomme 2019. Tema sul quale anche il ds Laurent Mekies ha offerto un’ulteriore visione: Non abbiamo compiuto i progressi che avremmo voluto dai test invernali. Siamo indietro ovunque sulla prestazione assoluta, dobbiamo migliorare su certe tipologie di curve e nel modo in cui facciamo lavorare l’aerodinamica con l’aderenza meccanica e le gomme.

L’interazione tra ciò che fa la macchina e quel che fanno le gomme è una dalle principali chiavi da leggere.

Il tracciato di Montreal è più simile a Baku e al Bahrain, dove siamo andati meglio. Però dobbiamo restare cauti perché le cose si muovono rapidamente, come abbiamo visto dall’inizio della stagione”.