Montreal, Silverstone e Austin, nel personalissimo Pantheon di Lewis Hamilton. Tre piste preferite e un obiettivo: tornare a vincere in Canada. Sei successi in carriera, -1 da Schumacher. Per provarci, avrà il supporto di una power unit evoluta, la seconda stagionale per Mercedes.

Si concede, tanto, alla filosofia e all’utopia, Lewis nel giovedì di Montreal. Lo stile di vita vegano che ha cambiato in meglio abitudini e fisico, la voglia di impegnarsi in futuro per una F1 un po’ meno mondo dorato e inarrivabile ai più, specie se piloti.

C’è un fine settimana da preparare, prima. Una vittoria da riprendersi, l’ultima nel 2017, anche se fa un po’ fatica con la memoria, nel pescare tra i ricordi: “In realtà è un po’ che non brillo qui. Alla McLaren andavo abbastanza bene perché era una macchina agile, che si adattava bene a questa pista.

Pirelli: ricerca 2021 applicabile alle gomme 2020

Di recente non mi sembra d’aver ottenuto grandi successi, in era ibrida è stato più difficile, dal 2017 in particolare per macchine più lunghe. La macchina è andata bene nelle curve lente quest’anno e mi aspetto saremo più forti rispetto al passato. Con i rettilinei lunghi, mi aspetto Red Bull e Ferrari molto forti”.

CAVALLI FRESCHI DALLA NUOVA POWER UNIT

La power unit nuova sarà un’arma in più per compensare la minore efficienza sui rettilinei rispetto alla SF90, perlomeno questa l’indicazione restituita da gare come Sakhir e Baku. Ridimensiona i possibili incrementi di prestazione, Lewis. Che spiega: “Uno dei punti focali è la velocità in rettilineo e Honda ha recuperato molto. La Ferrari è la macchina più veloce in rettilineo, nelle gare precedenti recuperavamo in curva, non so se potremo farlo anche qui.

Quanto al motore, diciamo che non è stato l’inizio dell’anno più semplice per quello che riguarda la preparazione.

Formula 1, GP Canada: gli orari TV

La potenza è molto importante, negli anni passati abbiamo portato il nuovo motore qui, siamo alla fase 2 e ci aspettiamo piccoli miglioramenti in tutti gli aspetti. Non è come all’inizio dell’era ibrida, dove si facevano passi enormi. La differenza più grande sarà nell’essere un motore nuovo”. Cavalli freschi, assenti un anno fa, quando l’evoluzione slittò al Paul Ricard.

L'EREDITÀ DI LEWIS  

Tra lato tecnico e lato umano, ricorda ancora l’importanza di Lauda nel suo approdo in Mercedes e di come sia stato la base per migliorarsi come pilota, spazio anche al rapporto con il padre e la sua famiglia allargata, “ora il rapporto è fantastico, purtroppo non è sempre stato così buono ma sono cose che accadono. C’è stata una crescita enorme, ne parlavo con mio padre l’altro giorno, a volte c’è bisogno di un percorso interiore da parte di tutte le persone, crescere interiormente per recuperare alcuni rapporti”.

Hulkenberg: Renault incoraggiante ma servono i punti

Un Lewis mai così in forma, che ringrazia la dieta vegana e immagina l’eredità da trasmettere una volta appeso il casco al chiodo: “Voglio divertirmi e aprire la strada per dei giovani che abbiano un background simile al mio. Coinvolgerli nei kart, al momento è molto costoso persino gareggiare nei go-kart.

Quando iniziai, mio padre aveva speso 20 mila sterline, un’enormità per noi. Oggi ci vogliono diverse centinaia di migliaia di dollari per farlo da professionista. Vorrei cercare di cambiare questa situazione, ridurre le differenze”.

VOCE AI PILOTI

Il Lewis politico, poi, commenta la necessità di un cambiamento della Formula 1 più ampio, non solo di regole tecniche. Il desiderio, più un sogno, che i piloti abbiano voce in capitolo per indirizzare il futuro della categoria. “Purtroppo, i regolamenti tecnici sono redatti da persone che hanno potere e soldi, noi abbiamo poca voce in capitolo, sempre che ne abbiamo una.

Hamilton: 'Corro altri 5 anni, uno spreco non farlo'

Noi vogliamo correre, sappiamo quali sono le sfide, ci piacerebbe contribuire con le nostre idee e ci piacerebbe venissero prese in considerazione. Vorremmo essere parte della conversazione attraverso, ad esempio, Alex Wurz, anche per il futuro”.

LA F1 DEVE CAMBIARE, NON SOLO LE MACCHINE

Serve un cambiamento più profondo per cambiare il format dei gran premi, immutato e quasi immutabile, tanti sono gli interessi in gioco, non ultime le esigenze degli organizzatori. “I problemi sono sempre gli stessi. C’è un problema di fondo irrisolto, dello spettacolo. Ci sono sempre le stesse 4 giornate per 21 week end l’anno e il formato non è mai cambiato. Probabilmente si deve cambiare.

F1 PER UOMINI VERI

In generale, servono più cambiamenti anche al di fuori del regolamento tecnico. Potendo scegliere, tornerei agli aspirati al V12 , al cambio manuale, toglierei queste vie di fuga enormi, il servosterzo, o tenerlo ma meno.

Devono essere gare come una maratona, che ti portano all’esaurimento fisico. È uno sport per uomini la F1, tanti ragazzini entrano e si adattano molto rapidamente, dovrebbe essere lo sport più impegnativo a livello fisico, sono abbastanza facili da gestire le gare per questo abbiamo anche carriere molto lunghe”.