Forse ha ragione Helmut Marko, sull’episodio decisivo del Gran Premio d’Austria: “Con Leclerc non è un incidente, sono le corse. Non serve nemmeno discuterne. Se vogliono farlo, possono andare a un incontro sulla sicurezza stradale. Io non ne parlo proprio”.

La manovra finisce nella lente d’ingrandimento dei commissari e, a verdetto espresso, Christian Horner torna sulla vicenda per analizzare come, Verstappen, abbia tagliato fuori Leclerc dalla replica all’attacco già prima di trovarsi appaiati verso l’uscita di curva 3.

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Max ha attaccato ancor più da lontano e ha staccato molto dopo. Se osservate, era davanti al punto di corda e in quel momento aveva 'vinto' la curva”. Vincere la curva, mettere il muso davanti quanto basta per garantirsi la linea migliore. Avrebbe dovuto chiudere la porta prima, forzare Max a una manovra più al limite, Charles? Discussioni col senno di poi, inutili.

DECISIONE CORRETTA DEI COMMISSARI

Horner sottolinea come sia stata la fase d’attacco al tornante, il punto di corda già con il musetto della Red Bull davanti alla Ferrari, il momento decisivo, presa la posizione in staccata: “a quel punto è un gioco da ragazzi, è scacco matto, ha preso la curva, ed è ovviamente come hanno visto la cosa i commissari.

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Noi eravamo del tutto convinti che fosse ok, poi ovviamente la cosa va davanti ai commissari e non sai come andrà. Penso, però, che Tom Kristensen e i commissari chiamati a decidere oggi, abbiano preso la decisione corretta. Un giorno andrà contro di noi, però ritengo sia stata una lotta corretta, se è stato un duro gareggiare, è quel che dovrebbe essere la Formula 1”.

Corre di fatto con una sola macchina, Red Bull a Spielberg. Mentre Verstappen rimonta, attacca e vince, Gasly arranca, affonda a inizio gara senza trovare lo spunto per liberarsi immediatamente di macchine più lente. È la nota dolente del week end, come la partenza nella quale l’antistallo ha condizionato lo start di Max.

MARKO, PIÙ GUSTO A VINCERE DI RIMONTA 

Dopo la delusione della partenza pensavamo fosse finita. Max si è svegliato lentamente e, negli ultimi 30 giri, è stato uno spettacolo pirotecnico di brillanti manovre.

Honda ci ha dato tutta la potenza per gli ultimi 30 giri, le gomme hanno retto bene e avevamo un telaio fantastico. Grazie al motore Honda abbiamo concluso tutte le gare con Max, non abbiamo avuto problemi di affidabilità, lui non ha commesso errori, né Honda. Tutto è perfetto”, ha aggiunto Helmut Marko. “Una vittoria così è più avvincente che partire bene e vincere superando solo un pilota”.

Alla vigilia del Gran Premio d’Austria, Marko chiedeva al motorista maggiore slancio, maggiori rischi sullo sviluppo, da accelerare ancor di più. A inizio anno, invece, da entrambe le parti, l’obiettivo prefissato: vincere una gara in più di quante non ne abbia vinte Red Bull con Renault nel 2018: “Abbiamo annunciato 5 vittorie quest’anno, alcuni mi hanno dato dello stupido ma credo sia ancora possibile farlo”, rilancia Marko. Hungaroring prossima tappa?