Una domenica da monologo Mercedes, vivacizzato nella lotta per la vittoria da un Valtteri Bottas gagliardo. Avrebbe meritato altra sorte che non la sfortunata tempistica della Safety Car e, soprattutto, una strategia che lo ha visto costretto a un secondo pit-stop. Non del tutto convinto, Valtteri, della decisione di montare ancora gomma media al primo pit.

Toto Wolff celebra un week end da ritorno alla normalità, dopo l’Austria. Deve spiegare, però, il tentativo di far rientrare Hamilton nel finale di gara per un secondo pit-stop, proposta del team scavalcata dalla decisione, corretta, di Lewis. Senza problemi di gomme e con ancora tanto margine sul passo gara – come dimostrato dal giro veloce all’ultimo passaggio – perché rischiare un contrattempo al cambio gomme?

STRATEGIE DIFFERENZIATE

“Lewis ha fatto un po’ fatica al sabato ma ha corso una gara molto solida, riuscendo anche a gestire la gomma per fare il giro veloce su gomme dure vecchie di 30 giri: non sappiamo ancora come ci sia riuscito”, dice Wolff.

Hamilton si è ritrovato con un duplice vantaggio su Bottas, dettato dalla sosta in regime di Safety Car e dall’aver montato la gomma dura, potendo puntare a una gara con un solo cambio gomme, scenario opposto a Bottas.

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E, sulla decisione di modificare le strategie tra le due macchine, Wolff ha spiegato: “Al mattino abbiamo discusso con i piloti, dicendo come se li avessimo messi sulla stessa mescola, la stessa strategia, fondamentalmente la prima curva o il primo giro avrebbero bloccato il risultato”. La decisione, quindi, di offrire una strategia alternativa al pilota secondo in pista, con fase centrale su gomma dura.

“Sapevamo che avrebbero corso l’uno contro l’altro, arrivando comunque a sovrapporsi in molti casi, ma l’avrebbero fatto con tattiche diverse ed è quel che abbiamo provato a fare. Col senno di poi penso dovremo rivedere la cosa se dovessimo inconsciamente favorire uno dei due piloti, qualcosa che non vogliamo accada”.

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Di strategie differenziate se ne parlò, nel box Mercedes, già al tempo della convivenza Rosberg-Hamilton, allora solo poche gare, a mondiale saldamente in pugno, nelle quali il muretto diede libertà di scelte alternative.

GOMMA DURA MEGLIO DEL PREVISTO

Differenziare le strategie per dare una chance di battaglia in pista, salvo rivelarsi l’esatto contrario a Silverstone. “Di certo ha creato ancor più dati e maggiore esperienza per valutare se sia o meno qualcosa che vorremo fare ancora in futuro, prosegue Toto.

Decisivo si è rivelato il rendimento della gomma dura, mai provata al venerdì nel long run. Gomma che ha retto bene per un lungo stint – Gasly primatista con 42 giri su mescola C1 -, contro previsioni che davano, quale tattica di gara più veloce, una corsa con due pit-stop.

Wolf prova a giustificare anche la logica di un pit-stop finale con Hamilton, a ridosso della fermata obbligatoria di Bottas per montare gomma morbida. “Avevamo un pit gratuito, abbiamo discusso a lungo se farlo o meno. Dal punto di vista dei dati decidi di farlo perché se entra una safety car resti scoperto nel finale con gomma dura.

Abbiamo chiesto a Lewis cosa ne pensasse, era una decisione 50:50, lui ha fatto la scelta giusta credo, con un po’ di preoccupazione finale per del blister”.