Sono stati decisamente pochi gli interventi da parte della direzione di gara a Silverstone, nel corso dell'intero weekend. C'è stato chi ha voluto (strumentalmente) associare la cosa alla presenza per la prima volta tra i commissari F1 di Vitantonio Liuzzi (assieme a Garry Connelly, Feliz Holter e Dennis Carter) invece che Emanuele Pirro, volendo far intendere un cambio di registro nelle valutazioni degli episodi di gara. In realtà il "problema" (si fa per dire) è che se la griglia di partenza non ha avuto modifiche (stranamente in un GP di metà stagione) è perché non ci sono state infrazioni da sanzionare: non un eccesso di velocità in pitlane, non una sostituzione di cambi o di elementi delle power unit al di fuori di quelle consentite, nessuna ostruzione in qualifica o taglio di pista non ammesso. In quest'ultimo caso è probabilmente stato utile che in molte curve gli spazi asfaltati oltre i cordoli siano stati ridotti sensibilmente, per cui oltrepassare del tutto la riga di bordo pista significava trovarsi anche con due ruote nella ghiaia.

Così gli episodi passati davvero all'attenzione degli steward, a parte quelli di routine burocratica, sono stati pochi e tutti in gara. Si inizia con la ruotata laterale tra Romain Grosjean e Kevin Magnussen al primo giro ad Aintree (curva5) che era stato però preceduto da un contatto tra l'ala davanti del danese e la ruota posteriore destra del francese, che l'aveva tagliata. Nulla da dire per la direzione di gara: è stato in una fase concitata della competizione, appena dopo il via, e comunque entrambi i piloti ci hanno rimesso, arrivando infatti al ritiro per i danni subiti.

In seguito ci sono stati due possibili unsafe release. Il primo è in occasione del pit contemporaneo di Charles Leclerc e di Max Verstappen che lo seguiva: i meccanici Red Bull sono stati più rapidi di quelli Ferrari (una cosa che fa storcere un po' la bocca) rimettendo la macchina in pitlane proprio di fianco alla rossa n.16, ma stavolta Max non fa come a Monaco, non stringe Charles e trovandosi all'interno entra in pista davanti. Poi verrà superato due curve dopo quando perde un po' la macchina in scivolata, ma in ogni caso l'episodio in pitlane non passa nemmeno alla fase di investigazione.

Questo perché per incappare nell'unsafe release non basta partire quando c'è qualcuno già in corsia, ma occorre anche metterlo davvero in situazione di pericolo o costringerlo a frenare, e non è successo in questa occasione. Allo stesso modo, sebbene investigato più approfonditamente dai commissari, un altro possibile unsafe release da parte di Lando Norris nei confronti di Alex Albon viene del tutto condonato.

Ricordiamo poi che nel (bellissimo) duello tra Leclerc e Verstappen, c'è stato anche qualche dubbio in occasione del sorpasso dell'olandese tra Stowe e la esse successiva, visto che Max era andato a sfruttare la parte fuori pista. Ma oltre al fatto che vi era stato allargato dallo stesso Charles, determinante è che in quel momento entrambi i piloti siano usciti (il monegasco molto meno, ma è comunque andato a oltrepassare la riga bianca del bordo pista) e quindi l'infrazione si è "pareggiata" e annullata.

Nella stessa zona del tracciato si è infine verificato l'episodio che ha fatto più scalpore: la tamponata di Sebastian Vettel a Max Verstappen nella lotta per il 3° posto. Anche in questo caso tutto prende il via dal sorpasso dell'olandese a Stowe, però su una traiettoria esterna che lo manda un po' largo in uscita (sempre in pista, comunque) per cui il tedesco cerca di avvantaggiarsi della miglior accelerazione per attaccare alla staccata di curva 16 (Vale). Per un poco intravvede infatti spazio a sinistra, ma Verstappen chiude leggermente, quel tanto che basta per toglierlo, con una manovra simile a quella di Baku 2018 su Ricciardo.

Vettel si trova così improvvisamente senza spazio, cerca di incrociare la traiettoria ma ormai è il momento di frenare, e trovandosi proprio in coda a Verstappen è praticamente senza carico aerodinamico: il bloccaggio è inevitabile, e con questo il violento tamponamento alla Red Bull, che poi va pure a decollare sul cordolo interno. Davvero incredibile che da tutto questo la RB15 di Max sia uscita apparentemente indenne, con solo un danno al servosterzo, potendo proseguire concludendo al 5° posto.

Ora, cosa dice il regolamento su tutto questo? Lo scarto di Verstappen, per quanto leggero, non è stato molto sportivo e non è tra quelle manovre che solitamente "finiscono bene", come dimostrano infatti questa occasione e quella di Baku, perché mette il pilota che segue in una situazione difficilmente gestibile. Tuttavia non è sanzionabile, perché è stato l'unico vero cambio di traiettoria tra curva 15 e 16 di Max, per quanto sia stato più a sinistra del solito. Chi doveva gestire la situazione e invece, per tutti i motivi descritti ("tranello" di Verstappen e mancanza di downforce) non ci è riuscito, è stato indiscutibilmente Vettel.

Certo, con il senno di poi avrebbe dovuto frenare molto prima, non solo del solito, ma anche di quello che sarebbe stato il giusto momento di "staccare" su quella traiettoria. Come ha giustamente dichiarato Seb dopo la gara, «Ho sbagliato io: ma quanto Max ha chiuso lo spazio, non ho avuto materialmente tempo per scegliere dove andare». Resta il fatto che la scelta giusta sarebbe stata quella di frenare subito e non di cercare di incrociare la traiettoria, per cui è corretto che i commissari abbiano dato l'intera colpa dell'incidente a Vettel, applicando 10 secondi di penalità (e 2 punti licenza). Che comunque non sono stati determinanti, visto che era finito 15°, passando in classifica 16° a favore di Robert Kubica.