Alla fine l'11° posto finale è diventato 9° (per la penalizzazione alle Alfa Romeo) ma ciò non toglie che la gara a Hockenheim di Lewis Hamilton sia andata in modo ben diverso dalle aspettative. La sua prima esclamazione al termine, «What a crazy race», crediamo non necessiti di traduzione e peraltro può essere applicata all'intero GP.

Eppure all'inizio andava tutto al meglio: Lewis era partito bene, Bottas alle sue spalle lo proteggeva senza impensierirlo, e il primo pit-stop era scivolato via senza problemi. Finché è arrivata la safety car per l'incidente di Leclerc, dopo 28 giri di gara. A quel punto Hamilton passa a montare le slick soft, lo fa mantenendo la prima posizione, ma prima di completare il giro d'uscita va a toccare le barriere proprio dove è uscito Leclerc, evitando per un soffio la Ferrari ferma.

A questo punto sarebbe da valutare il comportamento a bandiere gialle esposte, ma comunque Lewis offre altro "materiale" ai commissari, perché avendo l'ala davanti danneggiata decide di rientrare subito ai box. Peccato che per farlo sia costretto a tagliare la corsia d'ingresso in pitlane, perché il birillo divisorio è più indietro (siamo tra penultima e ultima curva), ripetendo quanto fatto nel 2018 ma in senso inverso. E stavolta la regola che lo impedisce è stata ribadita nelle note del direttore di gara.

In più l'arrivo ai box è del tutto inaspettato: i meccanici sono presi in contropiede, il musetto nuovo si recupera il prima possibile ma le gomme non sono per nulla pronte e altre intermedie vengono "scartate" sul momento dalle termocoperte. Di fatto Hamilton perde un'eternità e ritorna in pista solo 5°. Guadagnando comunque 5 secondi di penalità, mentre un'altra investigazione per giro troppo lento sotto SC non è confermata: il giro in questione era proprio quello dell'uscita di pista, quindi "giustificato".

«Questa è stata una delle gare più difficili che abbiamo avuto da molto tempo. Pensavo di avere la gara sotto controllo, ma abbiamo preso il rischio uscire su slick e la gara è crollata da lì. Sono andato largo alla curva 16, era come il ghiaccio là, quindi ho colpito il muro e danneggiato l'ala. Ho fatto un errore e ne ho pagato il prezzo», racconta poi in merito Hamilton.

La penalità e un altro errore (in curva 1) comprometteranno poi definitivamente la gara. Tanto che alla fine arriva a dichiarare: «Sono solo contento che sia finita: ero in testa e sono finito 11°, non so nemmeno come sia potuto succedere, ma è davvero doloroso». Lewis cerca comunque di superare il tutto guardando avanti: «Devo assicurarmi di essere di nuovo a posto in tempo per la prossima gara. Sopravvivi e impari da giorni come questo. È importante ora che ci sistemiamo per l'Ungheria».

Resta un piccolo pensiero per chi invece di errori non ne ha commessi: «Sono contento per Seb, che ha lottato per tornare in seconda posizione da dietro. E quanto è bello vedere anche Daniil e Toro Rosso sul podio: bene anche per loro».