Questa a Hockenheim è diventata una giornata da ricordare per la Toro Rosso: il 3° posto finale di Daniil Kvyat regala infatti alla Scuderia di Faenza il secondo podio in gara di sempre, dopo quello del 2008 a Monza (vittoria di Vettel). «È incredibile tornare sul podio in quella che potremmo definire una "seconda carriera". Pensavo non sarebbe mai più successo nella mia vita, quindi sono ancora più felice. È un risultato fantastico per tutti noi», dichiara il pilota russo a fine gara.

Decisivi sono stati il tempestivo ultimo pit-stop in occasione della safety car per l'incidente a Hulkenberg, e quindi il sorpasso a Stroll, anche se poi Kvyat ha dovuto cedere il 2° posto al più veloce Vettel. «Ero più pronto che mai a combattere per queste posizioni. Quest’anno mi sento più maturo, sono lucido e pronto a combattere all’apice, penso di averlo dimostrato a oggi: a me stesso, così come agli altri. Spero che questa possa presto diventare un'abitudine!».

«Questo genere di gare non è facile: la prima chiamata anticipata ai box è stata difficile da fare, ma è stata una scelta condivisa con la squadra: si vince o si perde insieme. Oggi abbiamo vinto insieme», conclude Kvyat. Un "insieme" che può comprendere anche la prestazione di Alex Albon, pure lui spesso nelle posizioni di valore nonostante questa fosse la sua prima gara sul bagnato.

Purtroppo per il tailandese, la sua tattica ha funzionato in modo inverso: ottimo il tempismo della prima sosta, che l'ha portato fino al 4° posto; il contrario per l'ultima, quando ha perso 4 posizioni. Tanto che il 6° posto finale può fin risultare deludente, anche se conferma la forza della Toro Rosso in questa occasione. «È stata una bella gara. All’inizio ero un po’ intimorito nel capire come si sarebbe comportata la macchina sul bagnato su questa pista. Sono contento anche per come mi sono comportato io, perché questa è stata la mia prima volta al volante di una F1 in condizioni simili. Il team ha fatto un lavoro straordinario, la strategia è stata eccezionale e siamo riusciti a riscattarci dopo una qualifica difficile», dice alla fine Albon.