22 anni (da compiere a settembre), quattro stagioni di Formula 1, 7 vittorie e 26 podi. I numeri di Max, troppo spesso fanno dimenticare quanto il pilota olandese abbia fatto in una carriera che è appena agli inizi.

GP Ungheria, analisi delle qualifiche

Le prestazioni in pista gli hanno dato i gradi di veterano da subito, dal primo successo conquistato in Spagna nel 2016, all’esordio in Red Bull. Statistiche di tutto rispetto, che però contavano ancora uno "0" in una casella: quella della pole. Lacuna colmata oggi, con quel 1:14.572 stampato in faccia a Bottas e prima partenza dal palo conquistata per appena 0.18”.

“Finalmente, così la finirete di chiedermi quando arriverà la prima pole - Dice l’olandese, scherzando, in conferenza - Non mi è mai importato più di tanto, sapevo che era solo questione di tempo. A volte ci vuole un pizzico di fortuna e ho commesso qualche errore che mi ha fatto sprecare delle buone opportunità in passato. Oggi finalmente l’abbiamo centrata, sono contento”.

Prestazione nata da una monoposto particolarmente in palla sull’Hungaroring. “La macchina - Racconta - È stata molto competitiva da subito, anche se la qualifica è sempre un punto interrogativo, visto che gli altri possono contare su un po’ più di potenza rispetto a noi. Ma la monoposto si è comportata bene durante tutte le sessioni, non ho avuto nemmeno bisogno di chiedere modifiche, ci siamo limitati a mettere le gomme nuove ogni stint e siamo andati bene così. Ottenere la prima pole è stato bello, ma i punti si assegnano domenica”.