Le 4 settimane che separano i due GP F1 d'Ungheria e del Belgio, sono quelle sfruttate dai regolamenti per imporre la pausa estiva. Ricordiamo, non è solo un periodo di riposo, ma un vero e proprio stop coatto nel quale ai team non è permesso alcun tipo di lavoro, nemmeno scambiarsi mail private tra il personale. È il motivo per cui in questo lasso di tempo ci saranno ben poche news dal mondo della F1, e serve a far sì che sia un vero intervallo festivo e non piuttosto di maggior lavoro per sistemare le macchine ed eventuali carenze mostrate nella prima parte della stagione. Così diventa anche il momento migliore per fare un po' il punto della stagione dopo 12 dei 21 Gran Premi previsti, team per team, in ordine di posizione nel campionato per i costruttori.

MERCEDES - 438 punti
Raramente la Mercedes è parsa così inarrestabile come quest'anno. La W10 marcia come un orologio e la squadra pure, salvo giusto un paio di GP in cui hanno incespicato, per dimostrare però subito alla gara successiva che si era trattato solo di episodi occasionali. Hamilton sembra più forte e concreto che mai e Bottas fa quel che può: già trovarsi 4 a 4 nel computo delle pole position non è poco, ma da Monaco (quando Verstappen gli rovinò la gara) in poi, le cose non hanno più girato per il verso giusto, per il finlandese.

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FERRARI - 288 punti
È da inizio stagione che la SF90 lotta con i problemi determinati dall'impostazione a scarso carico aerodinamico, che da un lato permette un basso drag (e alte velocità in rettilineo) ma dall'altro non aiuta i pneumatici a raggiungere il corretto range di funzionamento. Così ci si salva giusto su piste veloci e quando c'è molto caldo. Leclerc si è dimostrato veloce, ma sia lui sia Vettel (e anche il team) cercano di sopperire alle difficoltà facendo "di più", e questo ha portato a vari errori.

RED BULL - 244 punti
Anche stavolta il progetto di Newey si è dimostrato forte, con la RB15, per di più ben supportato dallo sviluppo dei motori Honda. Nel momento del "dominio" Mercedes, sono loro ad averlo interrotto cogliendo due vittorie con Verstappen, finalmente più riflessivo negli ultimi GP e a un passo dal 2° posto in classifica. La terza posizione nel Campionato Costruttori non riflette l'opinione che siano la seconda forza in campo, ma solo perché Gasly non è riuscito a dare un apporto sufficiente.

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MCLAREN - 82 punti
È la sorpresa della stagione, oltretutto concretizzatasi sempre di più gara dopo gara. Il progetto della MCL34 ha saputo riscattare gli errori della monoposto 2018 e a questo si aggiunge una coppia di piloti, Sainz e Norris, dimostratisi più veloci ed efficaci di quanto si potesse sperare. Per di più, in alcune occasioni c'è stato pure qualcosa da recriminare.

TORO ROSSO - 43 punti
La Scuderia di Faenza continua a comportarsi bene mettendo in campo una buona macchina, la STR14, ben gestita pur con qualche alto e basso (anche perché la lotta a centro gruppo è serratissima), nonché guidata da due piloti che hanno saputo mettersi in evidenza nel senso buono del termine: Kvyat conferma la sua maturazione mentre Albon si è dimostrato uno dei migliori debuttanti.

RENAULT - 39 punti
Erano partiti con ben diverse ambizioni, ingaggiando infatti Ricciardo a fianco di Hulkenberg (e al posto di Sainz), ma la RS19 ha palesato troppe volte problemi di affidabilità, per quanto abbastanza competitiva in alcune occasioni. Ma resta il fatto che essere quelli più indietro tra le monoposto spinte dal loro motore, non è certo facile da accettare e far accettare.

ALFA ROMEO - 32 punti
Anche la ex Sauber mirava a dimostrarsi la quarta forza in campionato (cioè "il migliore degli altri" al di fuori dei top3 team) ma a rallentare la C38 è stata anche una certa flessione di competitività a metà della prima parte di stagione. In più Giovinazzi ha pagato alcune sfortune nella sua prima "vera" annata F1, peraltro in un confronto impari con un Raikkonen in gran smalto.

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RACING POINT - 31 punti
La ex Force India sembra in fase di recupero con la RP19, e anche se hanno lasciato troppi punti per strada, restano in grado di giocarsela con i team che la precedono in campionato grazie soprattutto al miracolo strategico con Stroll in Germania. Ma il canadese e Perez possono sperare troppo saltuariamente di avere occasioni per ben figurare e prendere punti.

HAAS - 26 punti
È la delusione della stagione dopo il 5° posto nel 2018: la VF-19 mostra problemi anche peggiori della Ferrari nella messa a punto e nello sfruttamento delle gomme. Inoltre, per quanto sia vero che Grosjean e Magnussen si siano dimostrati troppo "fallosi" e intemperanti in pista, dare la colpa ai piloti (comunque veloci) sembra più un alibi di comodo in un momento di sbando tecnico.

WILLIAMS - 1 punto
Spiace che un team di tal blasone sia in questa situazione, ma del resto è la dimostrazione che dare la colpa ai piloti (negli anni scorsi) quando manca la base tecnica, è solo controproducente. Kubica fa quel che può con una FW42 che condanna all'ultima fila nonostante la power unit Mercedes, e anche per il rookie Russell non è facile far notare le sue indubbie qualità.