F1 2024, dove eravamo rimasti: Williams

F1 2024, dove eravamo rimasti: Williams© Getty Images

Una volta passata sotto la proprietà di Dorilton Capital la Williams ha intrapreso una lenta risalita confermata con il 7° posto del 2023: Vowles è un valore aggiunto e seguirà il processo di sviluppo di una squadra rimasta indietro a livello di strutture

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23.01.2024 ( Aggiornata il 23.01.2024 16:26 )

La macchina: la Williams FW46 cambierà molto?

La FW44 del 2022 era stata sostanzialmente una macchina molto carente dal punto di vista aerodinamico, ma senza criticità: spiegato in altre parole, non soffriva di una aerodinamica instabile o mal distribuita lungo la vettura, semplicemente la monoposto generava poco carico verticale. Per questo motivo la FW44 aveva una bassa resistenza all'avanzamento che le permise di andare molto bene sulle piste veloci come Monza.

La FW45 del 2023 nasceva sulle stesse basi ma oltre al basso drag nel processo di sviluppo ha saputo trovare un buon carico aerodinamico, almeno per quelle che erano le caratteristiche della macchina: ne sono uscite buone prestazioni anche su piste più critiche da questo punto di vista come Silverstone o Zandvoort. Ma proprio in Olanda Albon ha parlato, senza entrare nel dettaglio, di problemi caratteristici della vettura precedenti al suo arrivo a Grove. Cosa non è dato sapere, tuttavia la fotografia del fondo della FW45 a Monaco, che ha fatto molto parlare, potrebbe suggerire una spiegazione: il fondo della Williams era incredibilmente più semplice rispetto a quello di altre vetture, tra cui la Red Bull, per cui ci sta che l'anglo-thailandese parlasse di una macchina pensata in maniera troppo diversa da quello che dovrebbe essere.

L'impressione è che a Grove abbiano intuito di dover cambiare approccio su determinate questioni: questo spiegherebbe anche perché, nonostante un ottimo recupero prestazionale nella fase centrale della stagione, la squadra abbia preferito mollare quasi di colpo gli sviluppi per concentrarsi sul modello 2024

La stabilità regolamentare da un lato fa presupporre che ogni miglioramento possa essere trasferito sulla monoposto successiva, ma dall'altro in Williams potrebbero essersi resi conto che la propria strada avrebbe portato loro ad un vicolo cieco: un po' come nel caso della Haas, il rischio sarebbe stato quello di ritrovarsi con un concetto di macchina plafonato e non più in grado di progredire in modo deciso e costante. Nel caso della FW45 (e della FW44), il pericolo sarebbe stato quello di non saper estrarre più di tanto carico da un concetto di vettura che faceva del poco carico e della poca resistenza la sua caratteristica di base, e ciò avrebbe potuto portare ad una monoposto, la FW46, che se avesse seguito il percorso di sviluppo della sorella maggiore avrebbe raggiunto un limite invalicabile dal punto di vista delle prestazioni. Da qui, l'idea di cambiare. La FW46, dunque, nasce con questo punto di domanda: sarà rivoluzione?

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