di Riccardo Piergentili MILANO – Alla cinquantesima edizione dei Caschi d'Oro di Autosprint, uno degli ospiti più attesi è stato senza dubbio Luca Cordero di Montezemolo, che come al solito, con eleganza, ma anche con schiettezza, ha parlato di sport, della politica dello sport e persino di Olimpiadi. Un Luca Cordero di Montezemolo che ha ricordato la sua storia nelle corse ed anche la storia di Autosprint, il settimanale che ha accompagnato i suoi successi e anche le sue delusioni. Quale sarà l'assetto della F1 2016? “Per la Ferrari ci sono le condizioni per guardare avanti con un certo ottimismo ma bisognerà vedere quale salto prestazionale farà la Mercedes. Recentemente ho fatto una colazione con Lauda, il quale mi ha detto che la Mercedes non starà ad aspettare”. Negli ultimi tempi si è parlato molto del rapporto tra la Ferrari e Alonso. Lei cosa ne pensa? “Alonso sarebbe stato più ferrarista se nel 2010 gli avessimo fatto vincere il mondiale. Però quell'anno era molto più facile perdere che vincere. Quando per due volte in tre anni perdi il mondiale all'ultima gara...”. Cosa pensa di Vettel? “Certamente ha dimostrato grande capacità di lavorare per la squadra. Quando Domenicali me lo portò a casa mia, a Bologna, si presentò con una scatola di cioccolatini svizzeri come regalo e parlammo del futuro. Mi sembra un ragazzo fondamentale per la crescita della macchina e per la tenuta della squadra. Con i fatti, non solo con le parole, è capace, come Michael Schumacher, di far capire che si vince insieme ma si perde anche insieme”. Cosa pensa delle notizie riguardanti l'Alfa Romeo in F1? “Sull'Alfa Romeo ho sentito tanti annunci, commerciali e sportivi. Vedremo, non lo so. Come italiano lo spero, però bisogna vedere se a tutti questi annunci seguiranno dei fatti. Perché ripeto, in questi anni si è parlato davvero tanto di Alfa Romeo”.

Marchionne, Alfa Romeo pensa alle corse

Cosa pensa del futuro della F1 senza Bernie Ecclestone? “Il vero tema è che attualmente in F1 ci sono solo due squadre. Quest'anno quando la Mercedes ha avuto dei problemi, l'unica che poteva vincere era la Ferrari. Sono mancate le altre squadre, come nel passato. Bisognerebbe avere un lotto di squadre competitive nella F1. Credo anche che il tema della governance sia molto importante, perché oggi ci sono tante cose da seguire anche se i regolamenti tecnici sono prioritari. Però non vorrei aggiungere altro perché qualcuno potrebbe pensare che io voglia fare polemica, allora preferisco parlare di olimpiadi”. La F1 continuerà a puntare sul motore ibrido. È la scelta giusta? “In passato qualcuno ha pensato che era un errore accettare questo tipo di motore. La F1 è una competizione estrema e la Ferrari non poteva dire di no a un'evoluzione che rappresenta il futuro ecologico e tecnologico dell'automobile. Non a caso noi abbiamo fatto La Ferrari, che nella mia testa rappresentava e rappresenterà la primogenita di uno sviluppo. Detto questo… il tema dei motori è un tema. Come fornire le piccole squadre è un altro tema. Ma ho già parlato abbastanza...”. Come vive le corse oggi? “Seguo le corse con tanta passione ma con meno ansia e trepidazione. Me lo ha fatto notare mia moglie… Prima, nei weekend di gara, non mi si poteva parlare fino alla domenica sera. Oggi va meglio”. Una Ferrari vincente potrebbe fare bene, pensando alle olimpiadi di Roma del 2024? “Una Ferrari vincente più fare bene a tutti, soprattutto ai tifosi che l'aspettano. Io ho vinto 19 campionati del mondo e non ne lascerei neppure uno per portare le olimpiadi a Roma. Detto questo, se riuscissimo a portare le olimpiadi a Roma, varrebbe come due mondiali vinti. Credo che ci siano le condizioni per farlo. Stamattina sono stato al CONI, dove ho visto un mondo dello sport molto compatto. Si sta pensando alle olimpiadi nel modo giusto e a tal proposito credo che Malagò abbia avuto un'ottima idea nel premiare i campioni olimpici del passato”. Cosa le manca della Ferrari? “Mi mancano le donne e gli uomini. C'era la canzone di Gino Paoli che diceva che le storie d'amore non finiscono mai. Purtroppo non è stato così”. C'è qualcosa che ha fatto ma che non avrebbe voluto fare? “Non ho fatto con passione il vice presidente esecutivo della Juventus. Se tornassi indietro non lo farei”.