La domanda del sabato a Monza è: perché la Ferrari ha preso  due secondi e mezzo da Hamilton in qualifica sul bagnato? I numeri drammatici nella loro semplicità non lasciano scampo: 2”433 il distacco di Raikkonen dalla pole e 2”510 quello di Vettel. Ma questo enorme gap, che ha complicato la vita alla Rossa in chiave gara, non si può spiegare col talento cristallino di Hamilton sul giro secco e sul bagnato. Perché oltre alla Mercedes n.44, Raikkonen e Vettel hanno accusato un distacco anomalo anche dalle Red Bull e persino anche da piloti insospettabili. Come il 18enne Stroll, con la Williams che ha rifilato ai ferraristi quasi un secondo (e che partirà in prima fila a a causa delle penalità dei piloti red Bull). E come il francesino Ocon, protagonista di lotte all'ultimo sangue con Perez, che sulla velocissima Force India motorizzata Mercedes ha staccato di 3 decimi Raikkonen e di 4 Vettel. 

Vettel appena sceso di macchina non aveva le idee molto chiare sul perché: “C'era aquaplaning, non riuscivo ad andare abbastanza veloce ma non so perché”. I motivi potevano essere tanti: le gomme, le ali, l'assetto i principali. Va tenuto presente che il regolamento (criticato da tutti) della F1 prevede la regola del parco chiuso dopo le qualifiche. Come le auto finiscono la Q3, così vengono “sigillate” e non si possono modificare per la gara dell'indomani. Quindi nessun intervento di assetto o aerodinamica. Questo significa che quando piove al sabato e all'indomani si corre però con l'asciutto (come dicono le previsioni) nessuno si azzarda a mettere l'assetto da bagnato (che significa ali più incidenti, taratura delle sospensioni più morbida e altezza da terra aumentata), perché poi in gara una macchina “morbida” per il bagnato risulta a Monza più lenta anche di 4 o 5 secondi al giro. Il dubbio che la Williams e la Force India, o anche la Red Bull avessero fatto una mossa del genere – visto come sono andati forte sul bagnato in qualifica – c'era.

Ma il modo migliore per scoprirlo è guardare le velocità. Se avessero avuto l'assetto da bagnato, queste monoposto si sarebbero dimostrate enormemente lente in velocità massima sul rettifilo per via delle ali più incidenti. Scorrendo la lista delle velocità massime però si scopre che Vettel in fondo al rettifilo faceva i 325,7 km/h, ma Ricciardo con la Red Bull era anche più veloce: 326,3 km/h. E Stroll pure: 325,9 km/h. Quanto a Ocon, era esattamente rapido come Vettel: 325,6 km/h. Quindi nessuno ha usato assetti da bagnato e il motivo dell'exploit di Stroll e Ocon e delle difficoltà Ferrari non era certo quello.

Col passare dei minuti perciò un'idea è emersa in Ferrari un'altra idea. Che a non funzionare sulle due SF70H nel diluvio di Monza fossero state le gomme full wet, quelle  scolpite da forte acquazzone, con la banda blu con cui tutti i piloti hanno disputato la Q3 essendo aumentata l'intensità della pioggia nel finale delle prove. Finché si sono usate le intermedie verdi, in Q2, con poca acqua sull'asfalto, Vettel si era difeso: era terzo, lontano 1”6 da Hamilton ma sui tempi di Verstappen e davanti a tutti gli altri. Quando si è passati nel Q3 alle gomme full wet la Ferrari è letteralmente affondata nel lago di Monza. Non per un difetto degli pneumatici a banda blu, ma per una combinazione infelice fra sospensione e gomma scolpita. 

Può succedere. In effetti Monza è pista anomala, perché si va fortissimo con ali quasi piatte, quindi la macchina viaggia sempre “sulle uova” come si dice in gergo. Cioé è ballerina. Col bagnato diventa ancora peggio. Di fatto i due piloti sembra non siano mai riusciti a “far funzionare” le gomme, ossia non riuscivano a portarle nella finestra di temperature ideale affinché lo pneumatico esprimesse perfetta aderenza. 

Ma siccome la temperatura esterna, l'asfalto e il bagnato erano uguali per tutti quelli in pista nello stesso momento, evidentemente significa che quando si verifica la combinazione telaio-sospensione-gomma blu da bagnato con poca ala, come a Monza, la macchina non fa lavorare bene la gomma. 

L'aderenza della gomma all'asfalto è garantita dalla sospensione e dal suo cinematismo (cioé come lavora per tenere lo pneumatico più parallelo possibile al terreno). Il pilota può metterci poco del suo, è un fatto meccanico. La particolare geometria della sospensione Ferrari che è efficientissima con le slick – tanto che la SF70H è la monoposto per antonomasia ”gentile” sulle gomme e che le fa lavorare senza degradarle - con le gomme blu ha fatto cilecca. Problema che non era mai emerso nel 2017perché non c'erano mai state prove o qualifiche con tanta acqua in pista. 

L'unica consolazione è che domenica con l'asciutto i questi problemi spariranno visto che la SF70H sull'asciutto è molto veloce. Ma Vettel e Raikkonen partiranno in forte salita con la rimonta che li attende...