Una volta Nelson Piquet, indimenticato tri-campione del mondo F1, disse che girare con una F1 a Montecarlo è un po’ come andare in bicicletta dentro casa: si sbatte sempre da qualche parte prima o poi. La bravura del pilota saggio è quella di saper andare al limite senza oltrepassarlo come si fa solitamente in altri circuiti. Perché sul circuito del Principato non ci sono vie di fuga ma solo guard rail oppure, dove c’è spazio, cordoli alti che se li calpesti ti proiettano dritto filato contro i famosi guard rail.

Come ha scoperto suo malgrado Verstappen, che sbagliando la esse finale delle Piscine ha buttato via la qualifica e soprattutto l’occasione di vincere la corsa. Perché a Montecarlo nessuno è mai andato sul podio partendo dall’ultimo posto. Come ha spiegato lo stesso poleman Daniel Ricciardo: “Il margine tra il rischio e una bella ricompensa è molto sottile a Montecarlo”.

Per interpretare i giri veloci del circuito cittadino però bisogna analizzare anche i numeri. Che di solito non danno emozione. Ma pensare che Senna 27 anni fece una impressionante pole girando in... 1’20”, cioé esattamente dieci secondi più piano di com’è andato Ricciardo nel 2018, fa una bella impressione. E soprattutto dà un’idea precisa di quanto siano scattanti in accelerazione e appiccicate al suolo in curva le F1 Hybrid moderne.

Torniamo ai numeri: il giro-monstre di Ricciardo, unico pilota a rompere la barriera dell’11” con il suo 1’10”810, è stato inavvicinabile per tutti. Ma lo è stato anche anche per sé stesso, che non è riuscito a ripetersi nel secondo tentativo dove, spremendosi al massimo, era andato più forte nel 2° settore, ma di un solo millesimo appena! A quel punto ha alleggerito il piede tanto nel 3° settore, tanto ormai la pole non gliela avrebbe tolta più nessuno perché era l’ultimo in pista. 
 
I numeri dicono anche che Hamilton è stato brevemente in pole: per 20 secondi del suo giro. Già perché nel primo parziale il più veloce di tutti è stato proprio il campione del mondo. Unico a mettersi dietro anche il poleman Ricciardo di 44 millesimi nel 1° settore. Hamilton invece ha perso la prima fila nel 3° settore, dove Ricciardo volava. Un tratto che è il punto-chiave di Montecarlo, e comprende la velocissima curva a sinistra del tabaccaio e la esse delle Piscine, il sinistra-destra mozzafiato che adesso in qualifica con le gomme hypersoft si fa in pieno a quasi 250 km orari! 

Vettel e Hamilton si sono giocati la prima fila a livello di centesimi. Ma dove ha prevalso l’uno e dove l’altro? Nel primo settore Hamilton è stato più rapido del ferrarista (e pure di Ricciardo): 18”594 contro 18”674. Vettel in particolare ha detto che soffriva l’ingresso alla prima curva Santa Devota, dove era abbastanza lento (come Raikkonen del resto). Ma semplicemente perché la Ferrari impiega più tempo delle altre macchine a scaldare le gomme e in quel punto chi guida la SF71H non ha abbastanza grip per inserire di forza la macchina in traiettoria.

Poi nel secondo parziale Vettel ha recuperato, ma appena 3 millesimi degli 80 di svantaggio che aveva: 33”443 contro 33”446. A quel punto sembrava prima fila quasi certa per Lewis. Invece nel 3° settore, con una zampata magica, Vettel ha “mangiato” ben 270 millesimi a Hamilton, che è stato troppo prudente chiudendo il settore in 19”192, più lento di Vettel e più lento di un decimo pure di se stesso nel giro precedente. Per questo ha terminato dietro il ferrarista.

Probabilmente in quel settore la Mercedes paga anche il passo lungo che le toglie agilità nel lungo tornantone della Rascasse e nell’imbuto della curvetta a destra che immette sul rettifilo. Infatti, sia lui che Bottas erano i più lenti del gruppone, e anche di tanto: oltre 2 decimi dalle Red Bull e uno pieno dalla Ferrari.