La prima uscita in pubblico da amministratore delegato Ferrari è giunta a Monza, per Louis Camilleri. In due settimane le prospettive iridate di Vettel e del Cavallino hanno assunto tutt’altre sfumature rispetto alle tinte brillanti di Spa-Francorchamps. La giornata del Capital Markets Day Ferrari arriva a due giorni dalla sconfitta di Singapore e il passaggio sulla Formula 1, a margine della presentazione di nuovi modelli speciali e del futuro del Cavallino sul fronte industriale, è obbligato.

Camilleri parla dello scenario sullo sfondo, dei movimenti e degli accordi che Liberty Media dovrà ricercare con le squadre, in quella prospettiva 2021 che porterà diversi cambiamenti. Tecnici ed economici. Il budget cap sappiamo come abbia assunto contorni più soft e andrà verso una progressiva introduzione, che richiederà comunque ai tre team più grandi (e con maggiori capacità di spesa) di tagliare fino al limite dei 200 milioni di dollari a stagione l’impegno. Sul fronte tecnico, la rivoluzione legata alle power unit sembra solo un ricordo: una vittoria per il fronte dei motoristi oggi presenti, che ebbe in Sergio Marchionne la voce più netta di critica.

Arriveranno dei correttivi, al flussometro anzitutto, sufficienti per una ripercussione immediata anche sul sound, potendo sfruttare il regime di rotazione dei V6 già oggi da regolamento a 15.000 giri/min. Sulla prospettata eliminazione del sistema MGU-H, è un progetto tornato nel cassetto. Tanti altri punti, principalmente legati alla standardizzazione dei componenti, andranno ancora definiti nei dettagli e trovato un accordo.

Camilleri, sulle trattative in corso, ha concentrato già lo scorso agosto l'attenzione su un aspetto esterno alla tecnica, più strettamente finanziario, richiamando la necessità di trovare un accordo sulla spartizione dei proventi. Premi che vedono la Ferrari, per storia e per blasone, godere di una posizione privilegiata. «Sono in corso discussioni per quanto riguarda i regolamenti tecnici, tutti gli aspetti finanziari e la sua governance (della Formula 1; ndr) sotto l'ombrello del nuovo Patto della Concordia», patto che scadrà a fine 2020.

«Se crediamo che ci sia un consenso di base sugli obiettivi di principio che definiranno la strada futura, le visioni precise su come arrivarci sono ancora piuttosto distanti. Sono stati fatti dei progressi, ma siamo ancora lontani da un accordo che includa tutto e che possa essere firmato da tutti i partecipanti.

Camilleri, il nuovo boss Ferrari si presenta

Io rimango personalmente ottimista che un accordo sarà raggiunto in tempo utile, ma vorrei aggiungere che come Ferrari continuiamo a insistere sul fatto che questo non può essere a discapito dell'assicurazione che la F1 rimanga al vertice della competizione tecnica come motorsport».

Concetti espressi dall’a.d. e ribaditi da Maurizio Arrivabene nel week end di Singapore, nel corso della conferenza stampa dei team principal: «L’obiettivo di tutti è di risparmiare denaro, di ridurre i costi. Quindi, la domanda non è sul “cosa” ma sul “come”. Come vogliamo farlo? Come vogliamo conservare la Formula 1 al vertice del motorsport com’è oggi? Come vogliamo continuare a sviluppare macchine che siano belle, anche per il pubblico. Non è un’equazione facile. Alla fine potremo trovare la soluzione.

Stavo guardando la macchina presentata un paio di giorni fa da Ross, è un buon esercizio. Ho chiesto ai nostri ingegneri cosa ne pensassero e hanno detto è poco convincente a loro avviso e somiglia a una vecchia Champ Car. È un esercizio».