Entrò nel Circus con un'edizione pirotecnica, il Gran Premio di Singapore. Era il 2008 e resterà nella storia per il crashgate Renault: Piquet Jr telecomandato a muro, la safety car in pista e la vittoria finale di Fernando Alonso. Fu un passaggio cruciale per le sorti del campionato e le possibilità di Felipe Massa, che durante il pit-stop si portò via il tubo del rifornimento in pit-lane. Da allora non c'è stata un'edizione senza l'intervento della safety car. Ben 14 volte Bern Maylander è sceso in pista per fare l'andatura e, nelle ultime 5 edizioni, si contano 7 uscite. 

Marina Bay è pista tortuosa, dai sorpassi difficili. Resta nella memoria uno dei più belli e folli, firmato ancora da Felipe. Era il 2012 e l'attacco fu ai danni di Bruno Senna, su Williams. Costruito sin dalla Sling Chicane, si concretizzò su Anderson Bridge, curva 13, con un controllo da rallysta e un ingresso in staccata con effetto pendolo incluso. 

Sling Chicane che verrà ricordata da molti come la tagliola che tanti piloti ha mandato contro le barriere. Una strettissima sinistra-destra-sinistra dai cordoli molto alti, presente nella configurazione di pista tra il 2008 e il 2012, prima che venise abbandonata in favore di un ingresso più veloce su curva 9 e conseguente abbassamento dei tempi sul giro. Il record, stabilito nel 2016 da Nico Rosberg, è di 1'42"584, a 177,7 km/h di media. Primato che cadrà con buona certezza sabato prossimo. 

Tra i flash degli episodi indimenticabili rientrano di diritto il tamponamento di Michael Schumacher ai danni di Jean Eric Vergne nel 2012, anno del ritiro di Lewis Hamilton mentre si trovava in testa al gran premio, su una McLaren velocissima e altrettanto fragile. La vittoria andrà a Vettel e la gara verrà interrotta al limite delle 2 ore, con 2 giri ancora da compiere.

I numeri di questi 9 anni di Formula 1 a Marina Bay dicono di una pista sulla quale a dominare è spesso stata Red Bull. Tre vittorie tra il 2011 e il 2013, ben 10 podi, l'ultimo un anno fa con Daniel Ricciardo. A quota 2 successi, appaiate, Ferrari e Mercedes. Una sola affermazione per Renault (2008) e McLaren (2009). Tra i piloti è Sebastian Vettel a contarne più di tutti. Ai successi Red Bull somma quello del 2015 in Ferrari, in un'edizione che si ricorderà per lo spettatore entrato in pista per una passeggiata che gli costò 6 settimane di carcere. 

Vettel autore anche della rimonta con più sorpassi, nel 2016, quando partì ventiduesimo e recuperò fino al quinto posto. Dal 2008 al 2016 è sempre andato a punti e mai oltre la quinta piazza. Il precedente primato di posizioni recuperate apparteneva a Felipe Massa, 2010: partito ventiquattresimo chiuse ottavo. Vettel a parte (6 volte sul podio), è Fernando Alonso con 5 presenze a precedere Hamilton, Ricciardo e Raikkonen. La pole position riveste un peso enorme nell'economia della gara. Un dato: 7 volte su 9 la vittoria è andata al poleman. E da due edizioni il podio ricalca l'ordine di partenza. 

E' curioso rilevare come non ci sia mai stata una doppietta. Spesso è toccato a Daniel Ricciardo far da guastafeste: abbonato al podio negli ultimi 3 anni. 

Red Bull che potrà essere competitiva e in lotta per la vittoria anche domenica. Sebbene si guardi a Singapore come una pista molto simile per caratteristiche e richieste tecniche a Montecarlo, la statistica dice che 4 volte la squadra vincitrice nel Principato ha vinto (nella stessa stagione) anche a Singapore, al tempo stesso, pur nella completa diversità di tracciati, pilota e monoposto vittoriosi a Monza in 5 occasioni si sono confermati nella notte di Marina Bay. 

Infine, una nota di merito all'impegno di DZ Engineering, azienda italiana responsabile dell'illuminazione a giorno degli oltre 5 km di pista a Singapore. Su Autosprint in edicola raccontiamo da vicino l'azienda del gruppo Zoli, impegnata dal 2008 a installare 1.565 proiettori lungo il tracciato, per una potenza di illuminazione di 3,21 megawatt.