Finora, della Formula 1 che dovrà essere nel 2017 si è discusso enunciando principi di massima. I particolari emersi relativamente all’incremento delle dimensioni del fondo e del diffusore, dicono di una bocciatura ancor prima di passare al vaglio dello Strategy Group che si riunisce oggi. Il rischio che si intervenga frettolosamente, senza valutare con attenzione le conseguenze delle misure adottate è concreto. Da ultimo, il discusso ritorno dei rifornimenti in gara, voluto dalla Fia e osteggiato dai team: questione di costi, di spettacolarità delle gare e di rilevanza delle tattiche di gara. Insomma, anziché un passo in avanti, si rischia di farne due indietro. Sul fronte Pirelli, più volte Paul Hembery ha ripetuto come ogni soluzione tecnica richiesta sia attuabile, ammonendo, però, chi deve assumere decisioni cruciali per la sorte della Formula 1 stessa, che deve aversi ben chiaro in mente il prodotto che si vuole proporre. Pat Symonds è, per certi versi, vicino a questa visione, teme che il tempo residuo per dettagliare le soluzioni tecniche sia ristretto perché non si incorra in decisioni errate. Ergo, posticipare tutto al 2018, studiare ancora un anno le misure da adottare. «Ci sono ancora due incontri da svolgere sul regolamento tecnico, uno a fine mese e uno a febbraio, prima che si stabiliscano le regole 2017 entro l’inizio del mese di marzo. Perciò stiamo scendendo nei particolari, anziché discutere dei principi fondamentali. Sono corretti o sono errati? Ritengo che le discussioni dello Strategy Group non debbano essere su questo punto: ha un mandato per decidere come dovrebbero essere le monoposto nel 2017 e ci stiamo lavorando», ha commentato dall’Autosport International Show. Aspetti tecnici a parte, si guarda anche a quelli sportivi, perché la scelta di una misura piuttosto che un’altra ha naturalmente risvolti cruciali sul tipo di prodotto finale e aggiunge: «Lo Strategy Group procede, guardando ai dettagli sportivi piuttosto che regolamentari. Realizzeremo una buona monoposto? Non saprei. Credo che dovremo svolgere ancora del lavoro a tal proposito, mi sento un po’ pressato e come se venisse messa fretta. Personalmente ritengo che stiamo provando a muoverci troppo rapidamente, senza prima aver stabilito i principi base sui quali lavorare. Sarei molto più contento se le nuove norme slittassero al 2018 anziché il 2017, così da passare un anno a capire cosa serve. Tuttavia, il mio resterà probabilmente un pianto nel deserto». Fabiano Polimeni