La prima Ferrari plug-in ibrida PHEV della storia può silenziare il suo rombo per 25 chilometri a emissioni zero, riprendere il sound con la mostruosità di 1.000 cv sotto il sedere e arrivare a 100 km/h in appena 2”5 oppure sfrecciare a 340 km/h. Il tutto racchiuso in un design avveniristico per questa hypercar voluta da Marchionne e figlia di oltre tre anni e mezzo di lavoro da parte dei quasi 1.000 ingegneri di Maranello.

Il manifesto del futuro

Soffia forte il vento del cambiamento, insieme alla tempesta d’acqua che si abbatte su Modena e su Fiorano. La sede prescelta per l’unveiling, l’anteprima mondiale di una macchina-manifesto, non a caso presentata dove vengono testati tutti i bolidi del Cavallino, compresi quelli di F.1. Un altro dei tanti motivi della sfida globale per la mobilità del futuro, vista dal pianeta Ferrari, che viaggia parallela a quella in atto su altri tavoli e in altri continenti in queste ore con la vicenda della fusione FCA-Renault all’esame di Nissan (e Mitsubishi). E ovviamente specchio fedele dell’altra sfida, quella che in pista ora non regala sogni ma da cui la prima ibrida di serie di Casa Ferrari eredita tanti elementi, a cominciare dalla prima parte del nome: SF90 Stradale.

Oltre l'immaginazione

Eppure, quello che abbiamo visto ieri - identificazione in codice F173 - a Fiorano va “oltre tutto”, per “osare con l’immaginazione” come recitano i refrain di Maranello. È davvero un salto in avanti quantico del mondo Ferrari (e quindi FCA) verso la mobilità del futuro. E non tanto e non solo per lo schema ibrido prescelto, originale anche quello, quanto per tutto il pacchetto tecnologico e di innovazioni portato sulla SF90 Stradale, la seconda delle cinque vetture previste per quest’anno (la prima era stata la F8 Tributo vista a Ginevra) dove molte di queste innovazioni verranno spalmate.

Hypercar sì, ma elegante

Prima di entrare nel dettaglio delle specifiche tecniche, va sottolineato il grande lavoro del Centro Stile, guidato da Flavio Manzoni. Capace di realizzare l’ennesimo capolavoro di forme entusiasmanti, finalizzate al progetto. Un design futuristico figlio della volontà di rappresentare la tensione verso le sfide che verranno, combinata con le esigenza di sistemare le batterie tra il motore termico e i sedili. In poco più di 4 metri e mezzo è stata confezionata una vettura dal design tanto aggressivo quanto elegante e originale. Un frontale a bocca di squalo, dalla cattiveria smodata, terminale di una vera e propria navicella spaziale, con  capsula-abitacolo spostata in avanti come tutta la forte tensione della macchina. Fari a Led decisamente affinati, il cofano con muscoli interni praticamente scolpiti e poi quei due canali sulle fiancate che arrivano al posteriore di rara bellezza e potenza dove spiccano da una parte, due doppie luci quadrate dagli angoli stondati, mentre al centro della coda emergono i due tubi di scarico. Questo senza dimenticare l’originalissimo shut-off Gurney, uno spoiler utilizzato come sistema attivo per migliorare l’aerodinamica della vettura ma che funziona al contrario. Non si alza, piuttosto si chiude all’aumentare della velocità per migliorare i flussi di aria e migliorare la deportanza essendo capace di generare 390 kg di carico a 250 km/h.

A completare l’opera interni ancora più futuristici, dove ogni dettaglio è funzionale a cominciare dal volante che si incastra alla perfezione con l’unico grande display digitale ad alta definizione da 16 pollici. Qui è tutto touch e digitale per la filosofia “occhi sulla strada e mani sul volante”, fatta eccezione per il manettino delle modalità di guida rimasto a memento della tradizione. Ma “oscurato” dalla chiave digitale che apre la macchina senza bisogno di maniglie. E dai nuovi sedili sportivi con struttura in carbonio che pesano 4,5 chili in meno ciascuno dei precedenti e fanno parte di quella grande ricerca fatta in termini di materiali, tra carbonio appunto e titanio per alleggerire la vettura. Che ha un assetto dal baricentro molto ribassato, quasi appiattito sulla strada, grazie proprio al posizionamento del propulsore termico, quasi sdraiato nella parte bassa del pianale.

Schema diversamente ibrido

Se le forme sono di livello superiore lo schema motoristico non è da meno. Il cofano posteriore trasparente fa intravedere il V8 da 780 cv (a 7.500 giri/min), con potenza specifica di 195 cv/l e coppia massima di 800 Nm a 6.000 giri/min, scelto appositamente al posto del 12 cilindri a V perchè più adatto all’elettrificazione del sistema. Deriva dalla F12berlinetta ed è stato reingegnerizzato, a cominciare dalla cilindrata, portata da 3,9 a 4 litri, con aumento dell’alesaggio e modifica della testata con l’introduzione della iniezione diretta GDI a 350 bar.

Ma per completare lo schema bisogna vedere la struttura sottostante e scoprire i tre motori elettrici che insieme esprimono altri 220 cv di potenza. Due più piccoli (da 85kW complessivi) sono sistemati ognuno accanto ad una ruota per far azionare l’anteriore, trasformando la SF90 Stradale in una quattro ruote motrici, oltre che capacaci di regalare un boost di potenza e accelerazione per migliorare la trazione. L’elettrico più grosso è sistemato nel posteriore ed esprime 150 kW (204 cv): la centralina di bordo può farli ruotare a velocità differente su ognuna delle ruote facendogli produrre un effetto torque vectoring che elimina l’eventuale sottosterzo e aiuta a chiudere meglio le traiettorie. Oltre i 220 km/h i due motori elettrici anteriori si disattivano e la SF90 Stradale torna ad essere una vettura a trazione posteriore.

La batteria sistemata sotto i sedili  è da 7,9 kWh si ricarica dalla presa di casa in 3 ore e alle colonnine in città impiega anche meno tempo. Ad aiutare la frenata anche l’innovativo sistema di frenata derivato dalla Formula 1, esattamente lo stesso della SF90 F1, denominato brake by Wire. In sostanza, la frenata viene azionata elettricamente e non  meccanicamente. Il modo migliore per rigenerare l’energia dalla decelerazione violenta dei freni carbo-ceramici.

E il cambio? Anche la trasmissione è stata completamente riprogettata è un doppia frizione a 8 rapporti che ha migliorato la velocità di cambio del 13% con conseguente risparmio di consumi valutati intorno all’8%.

La SF90 Stradale è completata da 25 sistemi di controllo che ha reso possible scaricare senza problemi i 1.000 cv su un circuito di ghiaccio in Svezia. In tutto le innovazioni presenti sull’Hypercar di Maranello sono più di 40.

L’unica cosa che non cambia è il prezzo che sarà comunicato entro la fine della prossima settima ma che è stato molto genericamente indicato tra la somma necessaria per acquistare LaFerrari, cioè più di 1.200.000 euro e gli oltre 300 necessari per godersi la 812 Superfast.

Quindi presumibilmente parliamo di un listino che si aggira tra i 600 e gli 800.000 mila euro. Del resto, anche la storia ha il suo prezzo.