Mick Schumacher, figlio di Michael, esordisce alla grande nello sport automobilistico con una convincente vittoria nella F4 tedesca (leggi QUI). Siamo di fronte a un campioncino che ha rivelato di avere il dna agonistico dell’illustre genitore o questa prestazione è il frutto delle circostanze particolari? Per essere il più possibile pragmatici e analitici, ne abbiamo voluto parlare con colui che ha inventato la F.4 ed era presente a Oscherlsleben per la prima gara del campionato tedesco. Che conosce quelle monoposto meglio di chiunque altro perché è lui che le costruisce: Gianfranco De Bellis. Che insieme ad Artico Sandonà è il proprietario della Tatuus, l’azienda lombarda che ha prodotto la F.4 motorizzata Abarth con la quale Mick Schumacher ha iniziato la sua carriera di pilota con una vittoria. «Il ragazzo è bravo, ha stoffa - dice De Bellis - è riuscito a vincere subito una gara pur correndo in una situazione di pressione davvero pazzesca. Pensate che la settimana prima, per i test pre campionato, c’erano 110 giornalisti accreditati, televisioni da tutto il mondo, tutti concentrati su di lui. A 16 anni non è facile debuttare in una categoria comunque così competitiva e combattuta in queste condizioni, riuscendo pure a vincere». - Dopo aver osservato dal vero la corsa ed i protagonisti, che idea ti sei fatto di Mick Schumacher? Che tipo di pilota è secondo te? «Sicuramente è un ragazzo che sa gestire la pressione mediatica attorno a lui al meglio, perché neanche in F.1 si era visto un interesse così accentrato su un singolo corridore. Nonostante fosse la sua prima gara, ha corso come se fosse un pilota esperto. Non ha commesso errori, non ha rotto nulla, non ha fatto collisioni, non ha sbagliato le partenze. È rimasto calmo quando la safety car ha annullato il suo vantaggio e nel successivo restart, è ripartito subito in testa, gestendo al meglio le ultime fasi di gara». Cesare Maria Mannucci L’articolo completo lo potete leggere sul numero 17 di Autosprint, in edicola da martedì 28 aprile.