SCARPERIA - Dopo il titolo del Blancpain Gt assoluto e Endurance conquistato appena una settimana fa, la Lamborghini può festeggiare anche quello del Campionato Italiano Gran Turismo nella Super Gt3 Pro  ha laureato nell'ultima gara del conclusivo appuntamento del Mugello, Michele Beretta e Alex Frassineti. Il binomio del team Ombra Racing forte delle tre vittorie ottenute nel corso della stagione e grazie al sesto posto e al quarto successo dell'anno conquistati in Toscana, ha potuto festeggiare questo straordinario successo per il Marchio di Sant'Agata Bolognese. Tanto più che la vittoria in campionato si è concretizzata in gara-2, quando a concludere seconda è stata l'altra Huracán Gt3 del team Antonelli Motorsport divisa da Daniel Zampieri (alla fine terzo in classifica) e dal rientrante Riccardo Agostini. Decisivo il ritiro in gara-1 della Ferrari di Mirko Venturi, per un contatto con l'altra Lambo di Marco Mapelli, che ha di fatto privato proprio del titolo il suo compagno Stefano Gai. A Stefano Comandini e Alberto Cerqui è andato il titolo della classe Super Gt3 riservata agli equipaggi non Pro. Una vittoria che per l'equipaggio del Bmw Team Italia, forte delle sue otto vittorie messe a segno nei primi cinque appuntamenti, era ormai nell'aria; anche se il ritiro per un problema elettrico in gara-1 e poi ancora uno "stop" in gara-2 ha privato loro di festeggiare adeguatamente. Alla Ferrari è invece andato il successo nella gara di sabato, ma con Eddie Cheever e Matteo Malucelli . Proprio quest'ultimo è sfilato al comando dalla pole senza problemi, davanti a Frassineti e Cerqui. A volare fuori già corso del primo giro è stata invece l'altra 488 Gt3 di Niccolò Schirò, che si è insabbiato dopo un contatto alla Poggio Secco, chiamando immediatamente in causa la safety car. In questo frangente Luca Magnoni, a suo rientro sulla Audi R8 Lms ultra, ha dovuto prendere la via dei box. Alla ripartenza il momento clou, con Venturi che è scattato bene risalendo terzo e provando ad attaccare Frassineti, ma venendo a contatto con la Huracán di Mapelli e finendo contro il muro all'uscita della San Donato. Fine dei giochi per il pilota della Black Bull Swiss Racing e punti importanti persi in ottica campionato per Gai. Nel frattempo Malucelli ha continuato a guidare al comando fino al momento delle soste. Subito dopo i cambi ad arrestarsi lungo la pista è stato Comandini (salito al volante della M6 Gt3 al posto di Cerqui) e questo ha comportato una nuova neutralizzazione. A Vittorio Ghirelli, in lotta con i primi tre, è stata invece comunicata una penalizzazione di 11" dal momento che Benoit Treluyer era rientrato per le soste dopo la chiusura della "finestra" regolamentare, tradito da un problema nella trasmissione radio. Al re-start Eddie Cheever, che aveva precedentemente rilevato Malucelli, ha mantenuto la testa, mentre Zampieri è risalito secondo. Intanto anche alla Huracán di Beretta sono stati comminati 5", dopo che Frassineti ha leggermente tamponato proprio alla precedente ripartenza Malucelli. A questo punto la vettura della Ombra ha effettuato una sosta extra ai box, che gli ha permesso di evitare l'handicap per gara-2 e portare comunque a casa dei punti. Il testacoda di Lorenzo Veglia, in quel momento primo dei non Pro, ha determinato una terza safety car ed è così che Cheever ha tagliato il traguardo, precedendo Zampieri e Bar Baruch, con Marco Cassarà primo tra gli "Am" e quinto assoluto con un'altra Lamborghini.

In gara-2, quella decisiva di tutta la stagione, Zampieri è sfilato primo dalla pole, con Cheever che si è mantenuto secondo. Beretta ha invece perso una posizione a vantaggio di Schirò, tenendo però dietro il rivale in campionato Gai. Conscio dei 10" di handicap tempo da pagare nel pit stop, Zampieri ha iniziato subito a spingere, facendo segnare anche il giro più veloce. Dopo dieci giri il vantaggio della Lamborghini del romano nei confronti della stessa ferrari di Cheever si è innalzato a cinque secondi. Intanto Comandini è stato costretto a rientrare ai box per un problema, concludendo così il weekend difficile della Bmw. Dopo i pit stop, un inconveniente tecnico ha fermato anche la Ferrari di Schirò. Frassineti, che ha rilevato alla guida Beretta, è invece tornato in pista alle spalle di Venturi (in macchina al posto di Gai) perdendo una posizione e venendo ulteriormente penalizzato di 1"815 per un'irregolarità nei cambi. L'ultimo a effettuare la sosta è stato quindi Zampieri, il cui posto è stato preso da Agostini, che ha mantenuto la leadership. A 18' dal termine Frassineti ha riagganciato e subito dopo superato all'Arrabbiata la Ferrari di Venturi portandosi secondo. Intanto si è acceso il duello di testa tra le due Lambo di Agostini e Frassineti, a loro volta "puntate" dalla Ferrari di Venturi. Con i primi tre del campionato nei primi tre posti a sette minuti dallo scadere del tempo, tutto si è deciso nei conclusivi istanti. A sei minuti dalla fine Frassineti, all'uscita della San Donato, ha affiancato Agostini passandolo. Intanto si è fatto avanti anche Malucelli, risalito sulla scia di Venturi. Ma a meno tre minuti un contatto all'esterno della Bucine con il doppiato Marco Magli ha spedito lo stesso Malucelli sulla ghiaia. A questo punto Agostini ha tenuto dietro Venturi, riuscendoci fino alla fine e chiudendo secondo. Al team Ombra vittoria e campionato. Nella Gt3 il titolo è stato invece assegnato a Simone Niboli.

Titolo assegnato ai finlandesi Aaro Vainio e Tuomas Tujula nella Super Gt Cup. L'equipaggio del Vincenzo Sospiri Racing ha suggellato la leadership che aveva mantenuto anche dopo il precedente round di Vallelunga. In gara-1 a scattare dalla pole è stato il loro compagno di squadra Riccardo Cazzaniga, che è però uscito subito di scena insabbiandosi alla Poggio Secco dopo un contatto con Matteo Desideri (scivolato ottavo), mentre Vainio è andato al comando. Per Cazzaniga e Antonio D'Amico, con il quale il lombardo si alternava al volante, sono svanite così le speranze campionato. In seconda e terza posizione si sono invece portati Nicola Pastorelli e Takashi Kasai. Alessandro Perolini ha invece cominciato ad attaccare Jia Tong Ling per la quarta posizione. Nel frattempo Desideri è risalito bene e prima delle soste si è ritrovato terzo. Complice anche il testacoda che ha visto protagonista il suo compagno di squadra Kasai. In testa si è ritrovato intanto Tujula, con Alessandro Bonacini secondo e Perullo terzo. Poi l'uscita di Walter Palazzo ha causato l'ingresso della safety car a un quarto d'ora dalla fine. Con le prime due posizioni invariate, a chiudere terza è stata la Lamborghini di Ivan Benvenuti e Luca Demarchi, con Imperiale Racing pertanto seconda e terza. In gara-2 Tujula è scattato bene dalla pole, facendo poi sfilare i suoi compagni Felipe Ortiz e D'Amico, scivolando terzo. Una manovra quasi voluta, che ha confermato al comando il terzetto del Vincenzo Sospiri Racing. Al terzo giro il finlandese si è però girato, scivolando settimo. L'uscita della Porsche di Walter Palazzo, che è rimasto insabbiato, e lo "stop" dell'altra Cayman di Nicola Neri hanno chiamato in causa la safety car. Per il secondo si sono infrante anche le ormai residue possibilità di conquistare il titolo della Gts, che in quel momento è andato a Sabino De Castro. Alla ripartenza Ortiz è rimasto al comando davanti a D'Amico e Alessandro Bonacini, risalito nel frattempo terzo. Il gioco dei pit stop ha in seguito riportato i riflettori su Cazzaniga, balzato in testa dopo un ottimo primo stint di D'Amico. Per il duo tricolore la stagione si è così conclusa con una vittoria, proprio come era iniziata a Imola lo scorso aprile. La costanza ha premiato anche Desideri, secondo con Alessandro Perullo. Solo alla fine un problema ha invece rallentato a tempo ormai scaduto Liang (che aveva rilevato al voltante Ortiz), ma la bandiera rossa gli ha permesso di conservare il terzo piazzamento.