LAUSITZRING. La scelta della giusta strategia è stato il tema di Gara 2 e l’undercut praticato è stata la mossa vincente. Partito terzo, Gary Paffett sulla sua Mercedes si è subito liberato di Pascal Wehrlein, lungo alla prima curva mentre cercava di avere ragione del Poleman Philipp Eng, per poco dopo attaccare con successo l’austriaco della BMW, finito poi nelle retrovie.

Il secondo posto della BMW del bi-campione Marco Wittmann ha interrotto il possibile tris della casa di Stoccarda, che ha occupato il terzo gradino del podio con un convincente Pascal Wehrlein ed il quarto con Paul di Resta, autore di una clamorosa rimonta dal 16° posto allo Start, sotto gli occhi di Toto Wolff, appena giunto da Berlino dove si è disputata la Formula E.

Il quinto posto conquistato dopo alti e bassi consente a Timo Glock di conservare la leadership del Campionato, seppure con un solo punto di vantaggio su Gary Paffett: 72 a 71, contro 39 di Wehrlein, 37 di Mortara e 33 di Auer.

L’altra rivelazione di una corsa basata sulla spasmodica ricerca del grip è stato Jamie Green (Audi), partito penultimo ma primo a sostituire gli pneumatici già al termine della prima tornata. L’inglese ha salvato l’onore della Casa di Ingolstadt, mai così a disagio con le nuove regole tecniche che le hanno azzerato l’aerodinamica interna.

Soltanto settimo il Poleman Philipp Eng, davanti a Mike Rockenfeller (Audi) che, partito quinto, ha sofferto la mancanza di grip nonostante il treno di Hankook nuove di zecca che si era tenuto per il finale.

Joël Eriksson (BMW) e Robin Frijns chiudono i Top 10, con l’olandese dell’Audi che conquista il suo primo punticino.

Il vincitore di Gara 1 Edoardo Mortara, molto frizzante nelle prime battute ha dovuto subire ben due (inesistenti) penalizzazioni nei confronti di Eriksson, apoditticamente decise dai commissari per due sorpassi sullo svedese della BMW ed è giunto soltanto undicesimo: no comment.