La creatura firmata Adrian Newey-Marek Reichman prende vita e si avvicina al debutto. Aston Martin Valkyrie è il progetto più estremo sotto il profilo aerodinamico che si appresta a scendere in campo nella partita tra hypercar. Stradale e da pista, due versioni, la seconda (AMR Pro, in foto) praticamente un’anteprima del volto che potrebbe avere un eventuale impegno Aston Martin nel WEC nella nuova classe regina Hypercar. Programmi tutti da definire.

Niente impegno in Formula 1, da motorista Red Bull, un terreno pure esplorato negli ultimi due anni. Da Formula 1 del tempo che fu sono, invece, sound e frazionamento del motore V12 6.5 litri realizzato da Cosworth, che inizia a rivelare caratteristiche e farsi ascoltare con una melodia ormai dimenticata dagli appassionati.

Sarà un’unità aspirata, in grado di sviluppare 1.013 cavalli a 10.500 giri/min, con una coppia di 740 Nm e zona rossa a 11.100 giri/min. Numeri ai quali sommare il supporto ibrido, presente sotto forma di Kers, sebbene manchino a tal proposito le specifiche del sistema di recupero dell’energia cinetica. L’obiettivo è di centrare un rapporto peso-potenza nel quale i cavalli superano ampiamente la massa in gioco. Si possono immaginare tra i 160 e i 200 cavalli erogati dal Kers, che porterebbero la Valkyrie a superare di slancio di 1.200 cavalli di sistema.