Ritorno alla vittoria da sogno a Long Beach per James Hinchcliffe. Il pilota canadese ha conquistato sul veloce tracciato cittadino della California la sua prima vittoria della stagione, tornando a primeggiare dopo il terribile incidente di due anni fa nelle prove per la 500 Miglia di Indianapolis.

Hinchcliffe ha messo a segno un doppio sorpasso ai box con un “uppercut” in occasione dell'ultima sosta ai box, riuscendo ad uscire dalla pit-lane davanti ai due portacolori Andretti Alexander Rossi e Ryan Hunter-Reay. La gara della scuderia di Michael Andretti si è però trasformata in un incubo, dato che tutte e quattro le vetture schierate hanno patito problemi di gestione elettronica del motore fermandosi una dopo l'altra. Così sia il campione 2012, sia il vincitore della passata Indy 500 hanno visto le rispettive vetture ammutolirsi nel finale, lasciando via libera alla Dallara dello Schmidt Peterson Motorsports.

La gara si è giocata in parte sulla strategia globale: tutte le vetture della pattuglia Honda di testa hanno infatti puntato a risparmiare carburante all'inizio, per riuscire a completare gli 83 giri con due sole soste: la tattica si è rivelata vincente, mentre per altri, come Scott Dixon, la scelta dei tre pit-stop ha significato la perdita di posizioni preziose: il neozelandese, leader delle prime fasi, si è dovuto accontentare del quarto posto.

Davanti a lui, in seconda posizione, Sebastien Bourdais ha approfittato delle disgrazie altrui, portando a 19 punti il margine in testa alla classifica. Terzo invece, dopo una qualifica non facile, Josef Newgarden. Nonostante la prevalenza dei motori Honda al vertice, va detto che anche in casa Penske e Chevy si è evidenziato un buon potenziale, frustrato da diverse problematiche.

Simon Pagenaud, partito dal fondo del gruppo per una penalità in qualifica, ha terminato quinto con una prepotente rimonta, mentre Will Power si è toccato al primo giro con Charlie Kimball, riportando danni che l'hanno portato al tredicesimo posto. KO anche Helio Castroneves, partito in pole. Prima, un problema elettrico gli ha causato una perdita di potenza al via, poi il brasiliano è incappato in due penalità per eccesso di velocità in pit-lane. Il nono posto finale con giro più veloce non è bastato a rincuorarlo. Nel finale c'è anche stato spazio per un contatto tra JR Hildebrand e Mikhail Aleshin. Il pilota californiano del team di Ed Carpenter ha tamponato il russo in staccata, riportando una frattura ad una mano: dovrà essere ri-valutato dai medici prima di schierarsi al via della prossima gara, in programma per il 23 aprile al Barber Motorsports Park. Da sottolineare che, in occasione del pre-gara, Andretti ha annunciato il britannico Jack Harvey per la sua quinta vettura alla 500 Miglia di Indianapolis. Harvey, ex campione della F.3 del Regno Unito, ha corso fino allo scorso anno in Indy Lights.

 

L’ordine d’arrivo del Grand Prix di Long Beach, seconda prova dell’IndyCar Series 2017:

1 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 83 giri
2 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 1"4940
3 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 2"3160
4 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 2"7832
5 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 3"3934
6 - Ed Jones (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 5"7951
7 - Carlos Munoz (Dallara DW12-Chevy) – Foyt - 6"9393
8 - Spencer Pigot (Dallara DW12-Chevy) – ECR - 9"0570
9 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 9"3403
10 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal - 17”8632

In campionato

1. Sebastien Bourdais 93;
2. James Hinchcliffe 74;
3. Simon Pagenaud 71;
4. Scott Dixon 70;
5. Josef Newgarden 59.