Will Power ha comandato a Indianapolis il secondo giorno di prove libere per la 500 Miglia del prossimo 28 maggio. In condizioni di forte vento, i piloti non hanno potuto accelerare molto il passo rispetto al primo giorno nonostante la gomma andata progressivamente a depositarsi sull’asfalto. Ciononostante, si è verificata una rimonta del team Penske ed in generale dei propulsori Chevrolet dopo una giornata, la prima, tutta appannaggio dei rivali giapponesi di casa Honda. Alle spalle di Power si è infatti issato Helio Castroneves, alla ricerca quest’anno di quella che potrebbe essere una storica quarta affermazione personale nella 500 Miglia che lo porterebbe a raggiungere nell’olimpo della competizione AJ Foyt, Al Unser Sr. e Rick Mears

Molto bene al terzo posto anche Gabby Chaves. Il giovane colombiano ex F.3 italiana si è ben comportato con la vettura del neonato team Harding, che lavora in cooperazione con il Dreyer&Reinbold Racing. Per la compagine diretta da Dennis Reinbold è arrivato anche un quinto posto con Sage Karam. Miglior rappresentante dei motori Honda è stato Ryan Hunter-Reay, favorito d’obbligo della vigilia con la vettura di punta del team Andretti. Nelle uscite della prima parte della sessione, quelle effettuate in solitaria e senza pacchetti di mischia, a mettersi in luce è stato il team di Ed Carpenter, con l’esperto team principal al comando e JR Hildebrand terzo. In mezzo ai due Charlie Kimball, ma non molto distante un pacchetto composto da Will Power, Scott Dixon e Juan Pablo Montoya.

Terminata la fase delle grandi pacche sulle spalle, anche Fernando Alonso è entrato nel pieno della competizione tipica di Indy e ha iniziato ad assaggiare il “pack racing” ovvero la guida in gruppo, aiutato dai propri compagni. Alonso ha lavorato sul posizionamento in pista e anche sugli effetti della scia, oltre che sui micro-aggiustamenti di assetto necessari per adeguare la vettura durante la gara. In situazioni di traffico è stato suo il 24° tempo assoluto, mentre si è risultato quattordicesimo nelle uscite in solitaria, con lo stesso riscontro di Josef Newgarden ed evidenziando un buon progresso. Proprio come Alonso, l’americano è attesissimo e si è finora tenuto in disparte, e lo stesso vale per Juan Pablo Montoya, perseguitato al ritorno in pista da noie con il set-up ma dotato di un particolare feeling con il catino di Indy.

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Si è poi verificato il ritorno in pista di Jack Harvey, che nella prima giornata era finito contro le barriere. La sua vettura è stata per sicurezza guidata da Marco Andretti per uno shakedown nei primi giri, prima di essere riconsegnata al suo proprietario. Non si è ancora visto invece Buddy Lazier. Al via con un team gestito a livello familiare, il vincitore dell’edizione 1996 non ha budget, e  percorrerà solo il minimo dei giri possibili per risparmiare sui costi di vettura e motore.

I risultati del secondo giorno di libere a Indy:

1 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 224.656 mph (361.548 kmh)

2 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 224.287

3 - Gabby Chaves (Dallara DW12-Chevy) - Harding - 223.991

4 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 223.960

5 - Sage Karam (Dallara DW12-Chevy) - DRR - 223.641

6 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 223.556

7 - Mikhail Aleshin (Dallara DW12-Honda) - SPM - 223.471

8 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 223.42

9 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) - ECR - 223.352

10 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 223.156