Giornata finalmente un po’ vivace quella del quarto turno di prove dell’IndyCar sul catino di Indianapolis. Dopo due giorni disturbati dalle condizioni atmosferiche, le vetture sono tornate in pista al pieno del potenziale e a prevalere è stato, un po’ a sorpresa, Jay Howard. Il britannico del team Schmidt Peterson ha ben approfittato di una poderosa scia per issarsi al comando della classifica. Alle sue spalle si è però piazzato un terzetto tutto del team Andretti, con Ryan Hunter-Reay, Marco Andretti e Fernando Alonso che hanno lavorato a lungo di concerto per prepararsi alle condizioni di gara con alla fine il vincitore di Indy 2014 che si è issato alle spalle del leader pur senza superare la barriera delle 226 miglia orarie.

Quarto posto per Fernando Alonso che, risultato cronometrico a parte, si è messo in mostra per sicurezza e reattività. Il pilota della McLaren in Formula 1 ha proposto linee pulite, scendendo a lungo sotto la linea bianca alla base della pista e provando anche traiettorie alternative. Bene per lui anche la marcia in gruppo: Alonso sembra ora molto a suo agio anche se, ovviamente, la gara proporrà sfide diverse. A partire da quella dei compagni di scuderia: Hunter-Reay ha già messo in chiaro che una volta calata la visiera per la 500 miglia, non esisterà più alcun aiuto. Inoltre, continuano nel frattempo a serpeggiare timori per l’affidabilità dei propulsori Honda: dopo la rottura di Graham Rahal ad inizio settimana, è toccato stavolta a Sebastien Bourdais. Per i giapponesi non è stato un inizio stagione facile, anche se per la gara i “boost” saranno a livelli di sicurezza.

Quinto si è piazzato Josef Newgarden, con la prima delle vetture di casa Penske e motorizzate Chevrolet alle spalle dei leader marchiati Honda. Il pilota di Nashville è però finito violentemente nelle barriere a centro curva 1, quando una scalata ha mandato in testacoda la sua Dallara. Continuando la sua corsa, Newgarden è poi carambolato ancora contro le protezioni in curva 2. Trasportato al centro medico, ha riportato una contusione ad un piede che non sarà però un problema per il resto dell’evento. Certo, un pessimo tempismo nell’unica giornata che si è disputata in condizioni ideali. Da oggi sono infatti in programma piogge e temporali a tratti che probabilmente ridurranno i chilometri a disposizione.

 

Più indietro, ben nascosti nel gruppo, hanno chiuso Will Power (12°) ed Helio Castroneves (15°) entrambi in grado di coprire oltre 100 giri, già in piena ottica gara. Meno attività per Juan Pablo Montoya, che non ha però riportato problemi degni di nota. Nascosto nel gruppo anche Scott Dixon mentre si è finalmente visto in pista Buddy Lazier, che ha effettuato un installation lap. Oggi in programma ci sarà il “Fast Friday” ovvero l’ultima giornata prima della qualifica: ai piloti verrà concesso un incremento di potenza, lo stesso che ci sarà anche nelle prove ufficiali e che porterà 30 cavalli aggiuntivi. 

Da segnalare anche la presenza in pista di John Andretti. Il nipote di Mario Andretti ha parlato della sua battaglia contro un tumore al colon: su tutte le vetture in pista sarà piazzato un adesivo per mostrare il sostegno della categoria, in cui ha disputato più di 80 gare. 

I risultati del quarto giorno di libere per la Indy 500 2017:

1 - Jay Howard (Dallara DW12-Chevy) – SPM - 226.744 mph (364.909 kmh)
2 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 225.826
3 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 225.709
4 - Fernando Alonso (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 225.619
5 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 225.455
6 - Sage Karam (Dallara DW12-Chevy) – DRR - 225.185
7 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 225.141
8 - Oriol Servia (Dallara DW12-Honda) – RLL - 224.837
9 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 224.771
10 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 224.725