Terza pole position in carriera per Scott Dixon alla 500 Miglia di Indianapolis. Il neozelandese, al termine del “Fast Nine Shootout” che ha visto sfidarsi i nove piloti più veloci del sabato, ha segnato la media sui quattro giri più veloce degli ultimi 20 anni, riuscendo a rubare la scena perfino allo straordinario quinto posto di Fernando Alonso. Considerato a pieno titolo uno dei migliori piloti IndyCar di sempre, Dixon ha superato i 373 orari di media lasciando di stucco tifosi e addetti ai lavori, con boati della folla ad ogni passaggio sul traguardo e delle traiettorie disegnate alla perfezione.

Ovviamente, da incorniciare la prova di Alonso che, alla prima esperienza sullo Speedway, ha battagliato a pieno titolo con i protagonisti dell’IndyCar, migliorando di due posti il suo piazzamento del sabato e sfondato la barriera delle 231 miglia orarie. Paradossalmente, visti anche gli errori ed i rischi presi dagli altri, il campione spagnolo è perfino stato tra i più maturi e diligenti in pista. Pur non spazzando via ogni dubbio sul suo potenziale, si è inserito a pieno titolo nel gruppetto dei favoriti, e probabilmente, senza un piccolo problema con l’overboost, che ha portato la sua vettura a tagliare leggermente la potenza, avrebbe detto la sua in prima fila.

Non molto lontano dalla pole Ed Carpenter, migliore del contingente Chevy e in grado di mettersi dietro gli alfieri dell’Andretti Autosport. Se ci si aspettava una certa prevalenza Honda grazie ad un motore ed un aerokit da speedway leggermente superiori, sono state infatti impressionanti le difficoltà del team Penske, con due plurivincitori di Indy come Juan Pablo Montoya ed Helio Castroneves al diciottesimo e diciannovesimo posto e Will Power, unico rappresentante in to-9, ultimo del gruppo di testa.

In prima fila Alexander Rossi che è determinato a puntare in alto dopo la fortunosa vittoria del 2016 con alle sue spalle un Takuma Sato fin troppo aggressivo, che ha tenuto giù il piede nonostante due incontri ravvicinati col muretto. Più indietro JR Hildebrand, Tony Kanaan, Marco Andretti e Power. Da segnalare, nella sessione relativa alle posizioni 10-33, il tempone di Ryan Hinter-Reay che, dopo aver trovato pessime condizioni ambientali in pre-qualifica, ha marcato una media che gli avrebbe permesso di agguantare il quarto posto.