La 24 Ore di Daytona è alle porte. Giovedì sarà nell'abitacolo della Ligier numero 23 di United Autosports, ultimi chilometri prima di puntare a una gara che Zak Brown vorrebbe nelle prime cinque posizioni al traguardo. In attesa che abbia inizio il lungo week end sullo Speedway in Florida, Fernando Alonso si è concesso un tuffo nel mondo Nascar, ultima categoria del motorsport a Stelle e strisce della quale respirare l'aria. Ne ha approfittato a Charlotte, in occasione del Media Tour della serie delle stock car. A tu per tu con Jimmie Johnson, sul quale Alonso racconta un aneddoto: «La prima volta che sentii il suo nome era probabilmente nel 2003 o 2004, nel videogioco della Nascar. Solitamente sceglievo lui per correre, non perché lo conoscessi o conoscessi il suo nome, ma per la sua macchina. Il successo che ha ottenuto negli anni (7 titoli Nascar; ndr) lo rende una leggenda del nostro sport e ho un enorme rispetto».

Indianapolis sarà ancora una tappa obbligata in futuro per coltivare l'obiettivo della Tripla Corona. Daytona rappresenta un passaggio di preparazione in vista di un impegno a Le Mans, nonché prestigiosa classica del panorama endurance da annotare nel curriculum. Sulla possibilità di provare, un giorno, una macchina Nascar, Alonso ha commentato: «Adesso affronterò una gara di durata in un abitacolo chiuso, forse un giorno potrei provare una categoria diversa, forse anche la Nascar, perché no? Al momento è una possibilità remota, credo che lo stile di guida e l'esperienza che hanno tutti quei ragazzi, sarebbero difficili da raggiungere, ma non sai mai fintanto che non ci provi. Mi piacerebbe fare un giorno un test con la macchina e, dopo averla provata, sarei in grado di dire quanto potrebbe essere divertente portarla in gara».

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Un Alonso diventato perfetto ambasciatore globale del motorsport, che aggiunge: «Quel che mi piace delle corse Nascar è l'imprevedibilità fino all'ultimo giro, tutti spingono l'altro e gestiscono la strategia, provano a immaginare cosa accadrà all'ultimo giro anche quando ne mancano 20. E' qualcosa di unico nel motorsport, quel che fa la Nascar. Dall'esterno è particolarmente attraente ma, all'interno, non so quali sensazioni dia trovarsi nell'abitacolo».