Cadillac, Acura, Cadillac, Oreca. E' il verdetto delle qualifiche della 24 Ore di Daytona. Quindici minuti che hanno dato un volto alla griglia di partenza e raccontato di equilibri sul filo dei millesimi. Pole di Renger Van der Zande sulla Cadillac campione uscente, la numero 10 del team Taylor. Arriva sotto la bandiera, l'1'36”083 che vale la partenza al palo, davanti alla Acura del team Penske. Sette millesimi meglio del crono ottenuto da Helio Castroneves. Poi un'altra Cadillac in seconda fila, Felipe Albuquerque stacca per Mustang Sampling Racing l'1'36”194 che lo porta davanti alla prima delle LMP2: appena 2 decimi separano il crono di Pato O'Ward che vale la quarta piazza alla Oreca di Performance Tech Motorsports dalla pole. «Sono super entusiasta di essere qui e su questo sedile, al tempo stesso è molto difficile, perché i ragazzi di Wayne Taylor Racing si attendono tanto», le prime parole di Van der Zande, che sabato dividerà la Cadillac con Ryan Hunter-Reay e Jordan Taylor.

«Non mi aspettavo di conquistare questa pole. Ero in attesa che mi comunicassero quale posizione avevo ottenuto, poi solo in curva 5 mi hanno detto della pole. Credevo fosse un buon giro, ho esagerato un po' in curva 5, però in qualche modo la macchina è rimasta in pista. A tre giri dalla fine ho incontrato un po' di traffico, ho lasciato passare Helio e via radio mi hanno detto “rallenta, avrai ancora due giri se parti ora”, così mi sono rilanciato. Il primo giro era buono e nel secondo ho dato tutto».

Quattordici macchine racchiuse in un secondo, limite appena sopra il quale chiude Fernando Alonso. In qualifica la Ligier di United Autosports vale l'1'37”008, a 925 millesimi da Van der Zande, migliore delle due macchine schierate dal team, con Bruno Senna che sulla P217 numero 32 non va oltre il quindicesimo crono, a 2”1. «Credo sia stata una buona sessione. E' stato bello poter fare, finalmente, alcuni giri senza traffico. Quando siamo tutti in pista nelle libere c'è tanto traffico, nella qualifica riesci invece a mettere alcuni giri insieme», ha raccontato Fernando, autore di 9 passaggi. La competitività non è al top per United, 3 decimi più vicina alla vetta di quanto non lo fosse nel ROAR.

Non ha girato in qualifica l'altro “formulista”, Lance Stroll. L'Oreca di DCR Jota ha staccato il sesto tempo assoluto, seconda migliore LMP2, prestazione realizzata da Robin Frijns, con l'1'36”492 che lo colloca a 4 decimi dalla pole. Ancora nella Classe Prototipi per dire del nono tempo dell'unica Mazda presente, 5 decimi di gap tra Jonathan Bomarito e Van der Zande.

Lotta serrata in GTLM: Corvette poi Ford

In nona fila, con il 18° crono, partirà la Corvette di Jan Magnussen, Mike Rockenfeller e Antonio Garcia. Il danese ha girato in 1'42”779, tenendosi dietro per 19 millesimi la Ford GT di Chip Ganassi, guidata da Joey Hand. Terzo crono di Classe GTLM per la Porsche 911 RSR di Laurens Vanthoor, a 129 millesimi dalla Corvette e in coppia con Gianmaria Bruni ed Earl Bamber. Settimo di Classe è Toni Vilander, 9 decimi di distacco con la Ferrari 488 GTE di Risi Competizione, in coppia con Alessandro Pier Guidi, James Calado e Davide Rigon. Ferrari appena davanti alle due BMW M8 GTE, al debutto in pista a Daytona.

Dalla GTLM alla classe GTD, dove svetta la Ferrari 488 GT3 di Spirit of Race, 27° tempo assoluto staccato da Daniel Serra, in 1'46”049, 5 decimi meglio di Miguel Molina, sulla 488 GT3 numero 82 di Risi Competizione. Mirko Bortolotti ottiene il terzo miglior tempo di Classe, sulla Lamborghini Huracan GT3 di Grasser Racing, 6 decimi da Serra. Solo il 43° tempo, su 47 macchine scese in pista, per la Huracan di Paul Miller Racing, divisa tra Miller - autore della prestazione - Snow, Sellers e il nostro Andrea Caldarelli.

24 Ore Daytona, tutti i tempi della qualifica