Sono stati tre giorni pieni di attività, ma anche con qualche preoccupazione, quelli vissuti dall’IndyCar a Phoenix. Sull’ovale da un miglio dell’Arizona, rinominato ISM Raceway in virtù di un contratto di sponsorizzazione che porterà un rinnovamento infrastrutturale importante, team e piloti hanno si sono potuti confrontare in situazioni di run solitari ma anche di traffico intenso.

La serie ha debuttato ufficialmente in pubblico con la rinnovata monoposto, dall’aerodinamica più “leggera” e indubbiamente più piacevole a vedersi, dopo le prove private dei giorni scorsi e quelle istituzionali dei mesi precedenti. Proprio le nuove e minori condizioni di carico (evidenziate dalla pulizia delle linee e dalle ali veramente minimali) sono state un po’ la bestia nera dei piloti, che devono essere meno aggressivi e anticipare l’inserimento, cercando anche di prevedere la reattività in caso di cambi di traiettoria. Inoltre, il consumo delle gomme anteriori ha creato qualche problema di sottosterzo da sistemare col set-up.

Alla fine, i distacchi sono risultati limitatissimi, con grande equilibrio tra i due motoristi, e a prevalere è stato il team Rahal Letterman. Graham Rahal e Takuma Sato hanno comandato tutte le sessioni, risultando veloci in ogni momento della giornata: il più rapido è stato il giapponese, al sabato. Poco distante il team Penske, che ha effettuato un lavoro differenziato in funzione di quelle che sono le condizioni attese in gara. 

Più staccati i rivali del team Ganassi, sempre in difficoltà all’avvio della stagione negli ultimi anni. Scott Dixon, dopo aver testato il parabrezza che si spera di introdurre già a fine stagione, non si è messo particolarmente in luce finendo anche nelle barriere. Sempre lì invece il team Penske che ha portato nelle prime posizioni a rotazione tutti i piloti: il più veloce dei portacolori del Capitano (e dei motori Chevrolet) è stato Will Power. Bene anche il team Andretti con Marco Andretti in grande spolvero, rinfrancato dall’attitudine “scorbutica” delle vetture, a lui congeniale. In difficoltà sono invece apparsi Sebastien Bourdais (“la macchina cerca di buttarmi nel muro”) ed il team Schmidt, con l’accoppiata canadese composta da James Hinchcliffe e Robert Wickens.

Tra i rookie, che hanno effettuato i loro primi test al giovedì, hanno ben impressionato Matheus Leist, brasiliano del team Foyt proveniente dall’Indy Lights e Pietro Fittipaldi, che col team Coyne correrà proprio in Arizona e alla 500 Miglia di Indianapolis.

La classifica del 1° giorno (top-10)

1 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 189.090 mph (304.311 kmh)
2 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 189.065 
3 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 188.430
4 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 188.182
5 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - Foyt - 187.806
6 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 187.724
7 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 187.339
8 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 186.945
9 - Alexander Rossi (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 186.634
10 - Matheus Leist (Dallara DW12-Chevy) - Foyt - 186.616

La classifica del 2° giorno (top-10)

1 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 189.855 mph (305.542 kmh)
2 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 189.769
3 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - Foyt - 189.632
4 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 189.399
5 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 189.008
6 - Alexander Rossi (Dallara DW12-Honda) - Andretti - 188.94
7 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 188.53
8 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 187.942
9 - Spencer Pigot (Dallara DW12-Chevy) - ECR - 187.308
10 - Pietro Fittipaldi (Dallara DW12-Honda) - Coyne - 187.217