Seconda vittoria dell’anno e terza prova di grande profilo in tre gare per Alexander Rossi. L’americano ex F1 ha continuato a mettere in mostra un potenziale altissimo anche a Long Beach e, alla terza stagione in IndyCar, sembra avere definitivamente trovato il giusto mix di ingredienti per proporsi da grande protagonista su ogni pista. Dopo essersi preso la pole position con un ampio margine, ha comandato autorevolmente buona parte delle tornate in programma contando su un passo superiore e su una performance eccellente in occasione dei re-start, come sempre decisivi sullo stretto tracciato cittadino californiano.

Anche in occasione della caution per l'incidente di Zachary Claman DeMelo, che aveva messo in difficoltà diversi protagonisti (tra cui Scott Dixon e Sebastien Bourdais) Rossi ha sempre attuato una strategia corretta e, nel finale, ha contenuto al meglio Will Power in una rincorsa finale dell'australiano con nove giri al termine prendendosi la leadership del campionato. Aiutati dalle caution, in terza e quarta posizione hanno terminato Ed Jones e Zach Veach, quest'ultimo al miglior piazzamento in carriera, mentre Graham Rahal ha potuto rimontare dopo aver spedito Simon Pagenaud nelle barriere ad inizio corsa prendendosi un drive-through.

Per quanto riguarda Dixon e Bourdais, le loro possibilità di ben figurare sono state azzerate ai box, dato che entrambi sono entrati in pit-lane poco dopo che l'ingresso era stato chiuso. Mentre il francese ha tirato dritto, evitando la penalità, il neozelandese ha effettuato la sosta, vedendosi poi sanzionare (alla fine si è piazzato undicesimo). Successivamente, Bourdais è stato anche coinvolto in un contatto, venendo speronato da Jordan King. Peccato perché la sua forma era ottima: strepitoso il suo sorpasso a 3 in prima curva ai danni di Dixon, Jones e del doppiato Matheus Leist. Anche se poi è stato costretto a cedere la posizione per aver utilizzato anche la corsia d'uscita dai box, l’attacco rimarrà negli annali.

Nell'incidente finale tra King e Bourdais sono stati messi fuori dai giochi anche Ryan Hunter-Reay e Robert Wickens, che sono sopraggiunti sulla scena: per Hunter-Reay c'è stata la seconda ala rotta della giornata dopo un contatto in partenza, mentre Wickens ha spento il motore, vedendosi classificare ventiduesimo. Alla fine, in top-10 sono entrati anche Marco Andretti, Josef Newgarden, James Hinchcliffe e Charlie Kimball.

 

L'ordine di arrivo del Toyota Grand Prix of Long Beach, terzo appuntamento dell'IndyCar 2018:

1. Rossi (Dallara/Honda) a 85 giri; 2. Power (Dallara/Chevrolet) a 1"2413; 3. Jones (Dallara/Honda) a 9"2906; 4. Veach (Dallara/Honda) a 10"1050; 5. Rahal (Dallara/Honda) a 10"7466; 6. Andretti (Dallara/Honda) a 11"5513; 7. Newgarden (Dallara/Chevrolet) a 12"2175; 8. Kanaan (Dallara/Chevrolet) a 16"1048; 9. Hinchcliffe (Dallara/Honda) a 16"4757; 10. Kimball (Dallara/Chevrolet) a 17"0119; 11. Dixon (Dallara/Honda) a 17"3301; 12. Harvey (Dallara/Honda) a 18"3469; 13. Bourdais (Dallara/Honda) a 18"9443; 14. Leist (Dallara/Chevrolet) a 18"9466; 15. Pigot (Dallara/Chevrolet) a 1 giro; 16. Kaiser (Dallara/Chevrolet) a 1 giro; 17. Chilton (Dallara/Chevrolet) a 1 giro; 18. King (Dallara/Chevrolet) a 1 giro; 19. Chaves (Dallara/Chevrolet) a 2 giri; 20. Hunter-Reay (Dallara/Honda) a 4 giri; 21 Sato (Dallara/Honda) a 11 giri; 22. Wickens (Dallara/Honda) a 12 giri. Giro più veloce: il 30° di Newgarden in 1'07"5511.

In campionato: 1. Rossi 126; 2. Newgarden 104; 3. Rahal 93; 4. Bourdais 88; 5. Hinchcliffe 83; 6. Dixon 79; 7. Hunter-Reay 73; 8. Power 72; 9. Jones 69; 10. Andretti 68.