A 18 anni e 11 mesi, Colton Herta è diventato al Circuit of the Americas di Austin, Texas, il più giovane vincitore IndyCar di sempre, mettendo in pista grande carattere ma anche approfittando di una provvidenziale safety car al giro 45. Safety che ha di fatto tolto di mezzo alcuni dei principali protagonisti.

Con una situazione di track limits completamente "aperta" in curva 19, le vetture uscivano abbondantemente dalla sede della pista, e si è arrivati puntualmente all'eccesso. Dopo aver percorso affiancati le curve precedenti, James Hinchcliffe e Felix Rosenqvist sono venuti a contatto: lo svedese, finito larghissimo, ha tentato di rientrare in linea col canadese ancora a fianco. Rosenqvist è finito in testacoda, riportando danni all'anteriore e causando la safety-car decisiva.

Di riflesso, Will Power e Alexander Rossi, che avevano regalato grande spettacolo nelle primissime fasi, si sono trovati “fuori” con la strategia. Entrambi si sono visti beffare dal fatto di aver pianificato una sosta più ritardata. Certo, va sottolineato anche il fatto che mentre Rossi ha ingoiato il rospo e mirato ai punti, Will Power, dopo aver condotto in lungo e in largo, ha rotto un semiasse ai box, forse a causa di un errore nella fase di messa a terra e riaccelerazione.

Risultato, Herta si è trovato davanti, ma ha spinto alla grande, vincendo con buon margine e facendo anche segnare giri record a ripetizione. Per lui, figlio di Bryan Herta, ex pilota di grande qualità (più nella messa a punto che nelle vittorie) è stata una giornata memorabile. Alle sue spalle, hanno chiuso Josef Newgarden, "graziato" in una corsa per lui non facile sin dalle prove (ha ora invece ben 18 punti di vantaggio in vetta alla classifica), e Ryan Hunter-Reay.

Miracolati dalla strategia anche i piloti in quarta e quinta posizione, Graham Rahal e Sebastien Bourdais, mentre altri protagonisti, a partire da Scott Dixon, hanno dovuto effettuare il pit durante la safety-car e si sono visti scavalcati da coloro che si erano già fermati.

L’ordine d’arrivo del secondo round dell’IndyCar 2019 al Circuit of the Americas di Austin:


1. Herta (Dallara-Honda) 60 giri in 2h00'02"0587, alla media di 164.589 km/h; 2. Newgarden (Dallara-Chevy) a 2"7182; 3. Hunter-Reay (Dallara-Honda) a 3"2311; 4. Rahal (Dallara-Honda) a 8"0612; 5. Bourdais (Dallara-Honda) a 15"4015; 6. Andretti (Dallara-Honda) a 19"8494; 7. Sato (Dallara-Honda) a 22"1467; 8. O'Ward (Dallara-Honda) a 23"2628; 9. Rossi (Dallara-Honda) a 23"5279; 10. Harvey (Dallara-Honda) a 23"9532; 11. Pigot (Dallara-Chevy) a 24"3838; 12. Kanaan (Dallara-Chevy) a 27"0568; 13. Dixon (Dallara-Honda) a 31"0677; 14. Jones (Dallara-Chevy) a 35"6602; 15. Ericsson (Dallara-Honda) a 36"2308; 16. Hinchcliffe (Dallara-Honda) a 36"7699; 17. Leist (Dallara-Chevy) a 39"2619; 18. Kaiser (Dallara-Chevy) a 46"2357; 19. Pagenaud (Dallara-Chevy) a 55"0378; 20. Ferrucci (Dallara-Honda) a 1'43"688. Giro più veloce: il 54° di Herta in 1'48"8953, alla media di 181.424 km/h.

Classifica


1. Newgarden 93; 2. Herta 75; 3. Dixon 57; 4. Rossi 53; 5. Rahal 50.