Vincendo una splendida battaglia con Alexander Rossi durata per tutta l'ultima parte di gara, Simon Pagenaud ha riportato il tricolore francese sul tetto della 500 Miglia di Indianapolis dopo oltre cent'anni. Il pilota transalpino ha avuto dalla sua la vettura più a posto dell'intera manifestazione, ma ha dovuto reagire anche alle cariche del giovane rivale del team Andretti.

Portato indietro, quando stava attaccando per la vetta, da un problema col bocchettone del rifornimento, Rossi è salito in cattedra rimontando a suon di macchinate fino alla seconda posizione. Poi, in seguito a un incidente multiplo innescato da Sebastien Bourdais e Graham Rahal, si è scatenata la bagarre conclusiva con 15 giri al fulmicotone fatti di sorpassi continui e difese strenue.

Alla fine, Pagenaud ha avuto il giusto tempismo nella serie di contrattacchi, mentre Rossi, perfetto nella gestione di un mezzo leggermente inferiore tramite aggiustamenti continui d'assetto, ha perso con onore, rinsaldando il proprio ruolo da protagonista. Per il team Penske si è trattato del 18° successo a Indy. A tentare di approfittare della lotta al top è stato Takuma Sato, che è letteralmente sbucato dal nulla nel finale dopo essersi trovato sotto di un giro per una sosta supplementare. Al giapponese non è mancato molto per impensierire i primi due, e ha confermato il proprio buon rapporto con lo Speedway.

Quarto e più staccato Josef Newgarden, che era anche riuscito a prendere la leadership ma ha pagato dazio per un ultimo pit-stop difficile anche sui giri d'ingresso e d'uscita. Quarto al traguardo, ha preceduto Will Power che, finito lungo nella sua piazzola ai box, aveva colpito il tubo dell'aria compressa di un avvitatore, venendo penalizzato.

Sesto invece un insoddisfatto Ed Carpenter, che non ha avuto lo scatto decisivo per replicare i risultati delle prove. Staccati altri protagonisti del campionato come Scott Dixon e Ryan Hunter-Reay. Il neozelandese ha visto la sua strategia compromessa dal tempismo dell’incidente di Ericsson, riportando poi anche un danno nel finale. Si è piazzato diciassettesimo.

Il miglior rookie è stato Santino Ferrucci, bravo alla sua prima esperienza ad Indy a procedere passo dopo passo, contando anche su una macchina competitiva. Come detto, a caratterizzare il finale è stato un incidente multiplo che ha portato alla bandiera rossa e che, oltre a Bourdais e Rahal, ha messo KO diversi protagonisti interessanti come Felix Rosenqvist, Marco Andretti e Zach Veach.

Tra gli altri KO da riportare quelli di Marcus Ericsson, finito nel muretto dentro la pit-lane, Kyle Kaiser, eroe delle qualifiche che aveva mandato a casa Alonso, e di Colton Herta, fermato da un problema alla trasmissione. Una strisciata e la rottura di un semiasse hanno fermato Ben Hanley e il team DragonSpeed. Penalizzato da un contatto ai box Helio Castroneves, mai in gioco per il suo possibile quarto successo.

L'ordine d'arrivo della 103esima Indy 500:

1 - Simon Pagenaud (Dallara-Chevy) – Penske - 200 giri 2 - Alexander Rossi (Dallara-Honda) – Andretti - 200 3 - Takuma Sato (Dallara-Honda) – RLL - 200 4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevy) – Penske - 200 5 - WIll Power (Dallara-Chevy) – Penske - 200 6 - Ed Carpenter (Dallara-Chevy) – ECR - 200 7 - Santino Ferrucci (Dallara-Honda) – Coyne - 200 8 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Honda) – Andretti - 200 9 - Tony Kanaan (Dallara-Chevy) – Foyt - 200 10 - Conor Daly (Dallara-Honda) – Andretti - 200 In campionato: 1. Pagenaud 249; 2. Newgarden 249; 3. Rossi 228; 4. Sato 203; 5. Dixon 203.