Sesta ora

Prosegue la battaglia per il secondo e terzo posto, con Di Grassi (Audi 8) che riesce a superare anche Treluyer (Audi 7). Poi Treluyer passa al pitstop cedendo il 3° posto a Jani (Porsche 18) mentre al comando continua la Porsche 17 guidata da Hartley. Però si passa ai cambi pilota e la situazione vede così al comando la Porsche 17 ora guidata da Webber seguita dalla numero 18 con Lieb, quindi dalle due Audi 7 e 8 con Lotterer e Di Grassi, quando mancano tre quarti d’ora alla fine. Di Grassi recupera di nuovo, ma quando è terzo e “vede” Lieb a 5 secondi, rischia troppo nel doppiaggio di una LMP2 e danneggia la vettura. Non visibilmente, ma lo si deduce perché da quel momento perde terreno e dovrà cedere il terzo posto a Lotterer. Mentre Webber arriva alla sua prima vittoria nel WEC in equipaggio con Bernhard e Hartley, seguiti da Dumas-Jani-Lieb. A meno di mezz’ora alla conclusione viene ratificata la penalizzazione (drive-through) alla Porsche 92 per la tamponata alla Ferrari 71, alle quali sono ora al volante Pilet e Rigon. Ma ciò non cambia la situazione, con la vittoria finale della Porsche di Lietz-Christensen in GTE Pro, come invece succede in Am quando il rallentamento dell’Aston Martin 98 in mano a Lauda permette a Shaytar di tornare al comando con la Ferrari 72, con la quale vince assieme a Bertolini e Bazov. Ora6

Quinta ora

La quinta ora di gara vede una “full course yellow” per via di ghiaia in pista alle curve 9 e 15. Subito prima Jani (Porsche 18) era riuscito a recuperare il terzo posto all’Audi 8 di Webber, che poi al pit-stop effettuato nel corso della neutralizzazione viene sostituito da Di Grassi. In occasione della FCY, sosta e cambio anche per la Porsche n.17 capofila, sulla quale sale Hartley. Ma la rimonta di Jani non si arresta e arriva a raggiungere Treluyer sull’Audi 7. Gran duello fra i due, che però favorisce l’avvicinarsi di Di Grassi alle loro spalle. Così dopo aver percorso tutta la Mercedes Arena affiancato a Treluyer che resiste, Jani viene poco dopo beffato dall’attacco di Di Grassi che gli toglie il terzo posto. Comunque non è ancora finita... In GTE Am gran rimonta di Bertolini con la Ferrari n.72, che riesce ad agguantare l’Aston Martin 98 di Dalla Lana e a superarlo approfittando anche di un doppiaggio a una LMP2, passando così in testa. Piuttosto sciagurato invece il cambio pilota fra Roda e Poulsen sulla Corvette n.50, al 5° posto: 30 secondi di penalità per eccesso di velocità in pit-lane, che viene oltretutto ripetuto nel passaggio per la sanzione. Mentre in GTE Pro continua la marcia apparentemente inarrestabile delle due 911 n.91 e 92 guidate da Christensen e Makowiecki, con la Ferrari 71 al terzo posto guidata da Calado.

Quarta ora

Sembrano proseguire le sfortune per la Porsche 18 di Jani, che finisce sotto investigazione per avere superato la Toyota 2 di Sarrazin in regime di bandiere gialle: ma alla fine non vengono presi provvedimenti. Così dopo 4 ore continua a guidare la corsa la Porsche 17 in mano a Webber, seguita dalle Audi numero 7 e 8 rispettivamente di Treluyer e Jarvis. Dopo l’episodio precedentemente descritto nella lotta per il secondo posto, in GTE Pro abbiamo stabilmente davanti la Porsche n.91 con Lietz seguita dall’altra 911 numero 92 con Pilet e quindi dalla Ferrari 71 con Rigon alla guida. In questa categoria i distacchi si sono ampliati e quindi non c’è stata lotta diretta ultimamente. Invece in GTE Am c’è qualche situazione meno lineare, in particolare per Long al comando, ritrovatosi a dover sostituire la portiera per un finestrino rotto. In gara seguono 2° Lamy con l’Aston Martin n.78 e 3° Collard con la Ferrari n.83. Mentre per varie violazioni e contatti, il team manager della Porsche n.88 (dell’equipaggio AlQubaisi-Ried-Bamber) è stato addirittura convocato in direzione gara. Ora4

Gli highlights di metà gara

Terza ora

La Porsche n.18 vive un dramma, ora con Dumas alla guida: sempre per eccesso di consumo, viene prima penalizzata con uno stop&go di 30 secondi, che la fa finire quarta una volta scontato, poi riceve un altro minuto di penalità sempre per lo stesso motivo. Alla base di questa situazione, dalla Porsche fanno sapere che vi sarebbe un difetto a livello di sensori del carburante. Così il testimone al comando viene preso dall’altra Porsche, la numero 17 con ultimamente Bernhard alla guida, seguito da Lotterer e Jarvis sulle Audi n.7 e 8 rispettivamente. In GTE Pro c’è un bel duello per la seconda posizione con Calado che resiste a lungo alla pressione di Makowiecki, uno con la Ferrari 71 e l’altro con la Porsche 92. Una lunga lotta che si è “risolta” quando la CLM n.4 di classe LMP2 perde l’ala posteriore in pieno rettilineo: nella conseguente “full course yellow”, quando Calado rallenta viene tamponato da Makowiecki. Danni alla Porsche sul davanti e alla Ferrari nello spigolo posteriore sinistro, che va a sfregare contro la ruota. Entrambe passano ai box per un rapido assestamento e cambio pilota, rientrando nuovamente nelle stesse posizioni relative, finché Pilet sulla Porsche 92 riesce a superare - anche qui con un dello aspro - la Ferrari 71 di Rigon, che visibilmente danneggiata poi deve cedere anche a Sorensen con l’Aston Martin 95. Similmente in Am c’è la lotta per il 3° posto vinta da Bertolini sulla Ferrari 72 contro Ried sulla Porsche 88. Ora3

Seconda ora

Lotta fra Webber e Fassler con la Porsche 17 e l’Audi 7, che dopo ripetuti sorpassi e controsorpassi vede prevalere l’australiano della Porsche per il secondo posto. Poi a Lieb (Porsche 18) vengono dati 5 secondi di stop&go per non aver rispettato i limiti di consumo, e quando li va a scontare (perdendo un totale di 31 secondi) rientra appena davanti a Webber. Fra i due è lotta e Webber attacca alla Mercedes Arena, ma viene accompagnato fuori all’esterno da Lieb, comunque senza conseguenze. Poi si passa ai pit-stop regolari e al posto di Webber sale Hartley che sfrutta magistralmente il momento a gomme fresche, così quando Dumas sostituisce Jani si ritrova 2°. Di Grassi prende il volante dell’Audi n.8 ed è 4° dietro alla n.7 di Lotterer. Mentre in GTE, dopo il testacoda per la Porsche 88 di Bamber, è Bruni a fermarsi nuovamente lungo la pista per problemi alla sua Ferrari 51. Invece Rigon che ha preso la Ferrari 71 da Calado, è secondo fra i Pro, fra le due Porsche 91 e 92 di Lietz e Pilet. Per quanto riguarda la classe Am è al comando Dalla Lana sull’Aston Martin n.98 ereditata da Lamy a precedere Al Qubaisi con la Porsche 88, più volte sotto il mirino dei commissari per aver valicato i limiti di pista. Terza la Ferrari 83 con Perrodo alla guida. Ora2

Prima ora

Jani continua ad allungare a suon di giri veloci, il migliore in 1’37”955, mentre Bernhard tiene a bada Duval e Fassler. I primi pit-stop, con quello dell’Audi n.7 di Fassler anticipato per via di una foratura, vedono alcuni cambi pilota: Webber al posto di Bernherd, Lieb per Jani, Davidson per Nakajima. E la sisuazione vede sempre davanti la Porsche 18 con Lieb, però adesso seguita dall’Audi 7 di Fassler e quindi la Porsche 17 di Webber. Piuttosto, i colpi di scena sono fra le GTE: prima la Porsche 88 di Bamber viene fatta girare da un’Aston Martin, poi si vede la Ferrari 51 di Bruni rallentare fino a fermarsi lungo la pista in corrispondenza della curva 8, per probabili problemi elettrici, causando una “full course yellow”. Con Calado che passa ai box, approfittando della neutralizzazione per il primo rifornimento, il comando fra i Pro viene quindi ereditato dalla Porsche 91 di Christensen. Bruni riesce a riprendere, però attardato di 4 giri. Ora1 all Ora1 ProOra1 Am

Partenza

Via abbastanza regolare per la 6 Ore del Nürburgring, quarta prova del WEC: Jani tiene il comando dalla pole con la Porsche n.18 sull’altra Porsche n.17 guidata da Bernhard e davanti alle due Audi 8 e 7 di Duval e Fassler. Jump start e drive-through per Makowiecki con la Porsche 911 n.72 fra le GTE, dove davanti si assiste subito a qualche scaramuccia fra le Ferrari 51 e 71 di Bruni e Calado. In GTE Am, invece, dalla pole di classe (conquistata con Bertolini) Shaytar scivola 3° a vantaggio delle Porsche 77 e 88 di Long e Bamber. Maurizio Voltini