LE MANS - Utilizzare tecnologie adattabili alle vetture stradali, mettere un tetto ai costi, aumentare l'appeal nei confronti di spettatori e sponsor. Queste alcune delle linee guida ce ACO (Automobile Club de l'Ouest) e FIA hanno condiviso a Le Mans alla vigilia della 24 Ore

Obiettivi che si ripercuoteranno notevolmente sui regolamenti riguardanti i prototipi della classe regina LMP1. Nel 2020, rispondendo a una richiesta dei costruttori, le vetture diventeranno plug-in (ossia con ricarica “alla spina”) e dovranno percorrere il primo chilometro successivo al rifornimento in modalità elettrica, nonché tagliare il traguardo in modalità elettrica. Dando, evidentemente, più spazio alla componente ibrida delle vetture e seguendo la tendenza del mercato automobilistico. Con l'intenzione di introdurre o perlomeno testare i biocarburanti e l'idrogeno.

Le novità riguarderanno anche la sicurezza: gli abitacoli dovranno avere un volume libero attorno alla zona del casco del pilota e dovrà essere presente una pedaliera regolabile e una distanza di almeno 1500 mm all'interno del cockpit, per facilitare accesso e uscita del pilota. Inoltre le scocche dovranno possedere inedite strutture deformabili e sottoporsi a crash test ancora più approfonditi. 

Altre restrizioni arrivano sul fronte carrozzerie: verrà eliminata la possibilità di adottare quella a basso o ad alto carico aerodinamico, passando alla carrozzeria unica, introducendo (o meglio, permettendo di utilizzare) però ali mobili sia all'anteriore che al posteriore. I test in galleria del vento, infine, saranno ridotti da 800 a 600 ore e il personale ai box limitato a 50 persone, ad eccezione della 24 Ore di Le Mans.