Per una giornata, questa domenica, le strade di Le Mans sono state chiuse al traffico in modo da permettere 8 ore di test preventivi, dai quali sono esclusi solo un manipolo di piloti esperti. Tali test sono infatti riservati soprattutto a verificare i piloti meno esperti e debuttanti, che per esempio devono riuscire a completare almeno 10 giri per avere il benestare alla gara.

Ovviamente se ne approfitta anche per la messa a punto delle vetture (cercando però di non "scoprirsi" troppo per non incorrere in aggiustamenti regolamentari delle performance) tra le quali la più veloce è risultata la Toyota TS050 numero 8 guidata da Fernando Alonso (pure lui tra i "rookie") che grazie al tempo di 3'19"066 ha preceduto la "sorella" numero 7 di quasi 1 secondo (3'20"008 con Kamui Kobayashi). Tra i due Prototipi ibridi si è però inserita una LMP1 "non ibrida", la Rebellion R13 numero 3 con Mathias Beche, staccata di soli 0"614. Quarta l'altra Rebellion guidata da André Lotterer e quinto tempo per la SMP che ha visto al volante Jenson Button.

In LMP2 il più veloce è stato Nathanael Berthon, con la Oreca di Dragon Speed (3'27"228) a comandare un drappello di macchine francesi che ha monopolizzato le prime cinque piazze. Però il compagno di equipaggio di Berthon, Pastor Maldonado, ha incidentato la macchina sul finire della sessione, nella zona della curva Indianapolis. In questa classe, 8° crono per la Cetilar Villorba Corse con Lacorte, Sernagiotto e Nasr (anche il brasiliano tra i "deb", arrivato al pomeriggio dopo la gara Imsa vinta a Detroit) che hanno totalizzato 78 giri senza particolari problemi nemmeno dalla nuova configurazione aerodinamica a basso carico.

Per quanto riguarda le vetture GT, dominano per ora le Porsche "Pink Pig": in GTE Pro svetta la 911 RSR di Patrick Pilet (3'52"551) seguita da quella di Gimmi Bruni per 96 millesimi. Terza la Ford GT guidata da Andy Priaulx. Ma anche in GTE Am la più veloce è una Porsche: quella del Dempsey Proton Racing di Julien Andlauer, a precedere due Ferrari, in particolare quella che vede in equipaggio Castellacci e Fisichella.

Oltre a quello già citato, altri incidenti hanno caratterizzato la giornata. Alessandro Pier Guidi e Antonio Felix Da Costa "perdono" le loro GT a Tertre Rouge e alle Porsche Curves rispettivamente, ma è poi Marco Sorensen a distruggere la sua Aston Martin (anche lui a Indianapolis) che ha reso necessaria la sostituzione della scocca, dopo un'incomprensione con Harrison Newey: entrambi i piloti sono stati richiamati ufficialmente e puniti con 1 minuto di penalità, però con la condizionale.