L’edizione finale della 1000 kilometri di Suzuka, che l’anno prossimo verrà trasformata in un evento sprint, lascerà sicuramente un marchio indelebile nella storia del Super GT. L'endurance corsa sul tracciato della prefettura di Mie, terzultima tappa del campionato, ha regalato tantissime sorprese e colpi di scena, lanciando in testa alla classifica l’equipaggio Nissan ufficiale composto da Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda. La gara (con una partecipazione di pubblico straordinaria) è stata quasi interamente dominata dalle Honda, ma una serie di problemi ha coinvolto diverse delle vetture di punta, a partire da quella che aveva dominato sin dalle prime fasi con Tsukakoshi/Kogure.

Come prevedibile, a Suzuka ha comunque vinto una delle vetture meno penalizzate per i risultati precedenti, ovvero l'altra NSX di Bertrand Baguette e Kosuke Matsuura. Ma la vera svolta ha visto protagonista il duo italo giapponese della Nismo. Partiti dalla dodicesima posizione in griglia, Quintarelli e Matsuda hanno dimostrato di non patire troppo zavorra e restrittori, riuscendo via via a recuperare fino al secondo posto. Ma la loro cavalcata era solo cominciata, dato che una penalità per un “unsafe release” li ha costretti ad una nuova rimonta. Entrambi i piloti sono stati estremamente aggressivi, anche se a dar loro una mano sono stati proprio il ritiro dei pole sitter, oltre al testacoda di Nakajima/Rossiter, mentre nel finale anche i campioni in carica Kovalainen/Hirate si sono trovati nelle barriere a causa di un problema.

Inoltre, gli altri equipaggi che hanno completato la top-5 non erano di alta classifica: Yamamoto/Izawa hanno concluso terzi davanti a Sekiguchi/Kunimoto/Kobayashi e Sasaki/De Oliveira. Ciò ha portato Quintarelli e Matsuda a balzare nettamente al comando del campionato con 10 punti di vantaggio. Per quanto riguarda invece l'armata Lexus, le vetture del gruppo Toyota si sono trovate a soffrire più delle rivali per la combinazione di zavorre e restrittori utilizzati per compensare i punti in graduatoria. Con una gara aggressiva, che l’ha visto anche protagonista di uno splendido duello con Quintarelli,

Andrea Caldarelli ha terminato settimo insieme a Kazuya Oshima, e i due ora dividono la piazza d'onore con i compagni di marca Hirakawa/Cassidy. È stato invece da dimenticare, quantomeno per il risultato, il debutto di Jenson Button. Il pilota ex McLaren ha subito due penalità (partenza anticipata e unsafe release) oltre a due forature. Nonostante con la Honda del team ufficiale Mugen potesse contare su una zavorra ridotta, ha concluso dodicesimo, anche se non ha fatto mistero di essere interessato ad una partecipazione a tempo pieno nel 2018. 

L’ordine di arrivo della 1000 chilometri di Suzuka SuperGT:

1 - Baguette/Matsuura (Honda NSX) - Nakajima - 171 giri 
2 - Matsuda/Quintarelli (Nissan GT-R) - Nismo - 12"15
3 - Yamamoto/Izawa (Honda NSX) - Kunimitsu - 15"737
4 - Sekiguchi/Kunimoto/Kobayashi (Lexus LC500) - Bandoh - 32"852
5 - Sasaki/De Oliveira (Nissan GT-R) - Kondo - 34"089
6 - Hirakawa/Cassidy (Lexus LC500) - Tom's - 36"33
7 - Oshima/Caldarelli (Lexus LC500) - LeMans - 37"012
8 - Nojiri/Kobayashi (Honda NSX) - Arta - 1'58"410
9 - Nakajima/Rossiter (Lexus LC500) – Tom's - 1 giro
10 - Tachikawa/Ishiura (Lexus LC500) - Cerumo - 1 giro

In campionato

1. Quintarelli-Matsuda 59
2. Oshima-Caldarelli
3. Hirakawa-Cassidy 48
4. Rossiter 47
5. Tachikawa-Ishiura 42.