PORTOFERRAIO. Uno sbatte e si cosparge il capo di cenere. L'altro pizzica una gomma subito dopo e ammette di aver sbagliato proprio come un pollo. L'altro ancora s'era già tolto dai giochi al pronti via e l'ultimo, infine, seguita a provare gomme e assetti per trovare la quadra nel suo nuovo pacchetto.

Gli altri sono, nell'ordine, Simone Campedelli, Andrea Crugnola, Andrea Nucita e Umberto Scandola. I quattro più veloci del Tricolore, se non ci fosse Paolo Andreucci.

Già, proprio lui. Già, sempre lui. Già, ancora lui. Che a cinquantatré anni suonati e dopo aver vinto più di chiunque altro, resta sempre l'uomo da battere. Anche in una gara nuova per tutti come il Rallye Elba del ritorno nel Tricolore, anche con una vettura sulla carta inferiore alle dirette avversarie, anche dopo un inizio a controllare mentre gli altri cercavano di scappare via.

E invece è ancora là, sempre là, inesorabilmente là. Gli avversari ci provano a tenere il suo ritmo, a metterlo in difficoltà, a stargli davanti, ma alla fine devono semplicemente arrendersi alla legge del più forte.

Chiedere a Simone Campedelli, per conferma. Che ha disputato una prima parte di gara davvero ottima – andando subito all'attacco e mettendosi a tirare il gruppo nelle prove del venerdì, salvo poi sprecare tutto il giorno dopo, con un errore nella prima prova del mattino, proprio quando sarebbe stato opportuno portare la macchina in fondo per capire quali sarebbero state le forze in campo il sabato.

Non ha cercato scuse il romagnolo e ha subito riconosciuto le sue colpe. Responsabilità che evidentemente, nascono dalla pressione che lui e la squadra si impongono per cercare di ottenere sempre e comunque il massimo. Una strategia che può andare bene per le singole gare ma che non può certo venir buona per vincere i campionati.

All'opposto, invece, l'approccio di Umberto Scandola che in quanto a velocità pura è ancora troppo lontano dal vertice (ma ora arriverà la terra a rimescolare gli equilibri) ma che intanto continua a mettere in fila dei podi, che di fatto lo legittimano a proporsi come unico avversario credibile nella rincorsa al titolo. Finale di gara a dir poco concitato nella lotta per il terzo posto, con sia Nucita sia Scattolon (fino a quel momento praticamente impeccabile) attardati da una foratura. Bronzo andato così ad Andrea Crugnola, che in questo modo ha raddrizzato una giornata che nella sua prima parte non gli aveva poi detto troppo bene.

La classifica finale del 51. Rallye Elba: 1. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) in 1.40'49”1; 2. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia R5) a 30”2; 3. Crugnola-Fappani (Ford Fiesta R5) a 54”8; 4. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 1'27”3; 5. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R5) a 2'28”9.