Prologo.

Storie di sfide impossibili, di tragedie e trionfi. Storie scritte sulle sabbie africane e sudamericane. Storie di piloti e mezzi, fusi in un unico essere vivente, alla caccia della pista giusta verso il traguardo. Storie racchiuse in un unico grande libro, un racconto epico dei tempi moderni: quello della Dakar.

Il giorno della Befana, da Lima, partirà l’edizione numero quarantuno del rally raid più famoso e duro del Mondo e per avvicinarci allo start, racconteremo a puntate gli eventi che hanno segnato la gara che, tradizionalmente, segna l’inizio della stagione sportiva.

Perché dalla prima edizione del 1978 ad oggi, la corsa ha attraversato epoche, percorsi e cambi di palcoscenico… Cambiando per rimanere fedele a se stessa: una sfida all’impossibile.

Il papà del rally raid fu Thierry Sabine. Pilota francese, con la carriera sportiva passata nei campionati turismo, rally e sportprototipi, ma con un amore sconfinato per il deserto. E fu proprio durante la sua partecipazione al raid Abidjan-Nizza nel 1977, quando si perse durante una tappa nel bel mezzo del deserto del Ténéré, che partorì l’idea alla quale dedicò tutta la sua vita. Le dune, lo spazio infinito e solitario di una distesa di sabbia erano il luogo ideale per una gara.

Il resto è cronaca. Il 26 dicembre del 1978, da Parigi, diventò realtà il sogno di Sabine: prese il via la prima edizione della Parigi-Dakar, dieci tappe dalla capitale francese a quella del Senegal, in Africa occidentale.

Sulla linea di partenza si schierano 80 macchine, 90 motociclette e 12 camion. All’epoca corsero in una sola classifica per tutti e il podio finale dominato dalle moto, con Cyril Neveu su Yamaha come primo, storico, vincitore.

“All’arrivo sulla spiaggia del lago Rosa sarà un altro uomo colui che lancerà il casco in aria” disse una volta Thierry Sabine e la Dakar è una sfida talmente grande che è facile intuire il senso di queste parole. Ma per immergervi completamente nell’odissea dakariana, non resta che continuare a seguirci!