Parte domani l'edizione 2019 della Dakar, la 41esima del raid automobilistico più famoso e discusso. La prima tappa di un totale di 10 - dal 7 fino al 17 gennaio - che vedranno i 130 concorrenti a quattro ruote (comprendendo nel computo 97 auto più i 33 SxS "side by side", ma non i quad e i truck) affrontare 5.000 km di trasferimenti e prove speciali, queste ultime per 3.000 km di sviluppo. Stavolta tutti all'interno dei confini peruviani, il 70% dei quali sarà di tipo sabbioso, a ricordare il clima "desertico" delle origini della competizione.

Finite di affrontare le ultime verifiche amministrative e tecniche - una fase non scontata: Robby Gordon ha rischiato di non passarle per via di ritardi nel viaggio della sua Wildcat - oltre a qualche opportuno "shake down" nei dintorni di Lima effettuato in questi giorni per controllare che tutto fosse a posto meccanicamente, è dunque imminente la prima tappa. Questa porterà i concorrenti da Lima a Pisco, seguendo un percorso di 331 km totali dei quali però solo 84 saranno di prova speciale: insomma, una prima fase "di riscaldamento" che però è sempre importante per riscontrare che tutto sia davvero in ordine per affrontare la massacrante gara. Non è un caso che già questa fase possa riscontrare le prime "vittime" (di noie tecniche, intendiamoci) e compromettere il resto della competizione.