Una delle squadre più osservate in questa 37ª edizione della Dakar, è quella della Peugeot. La Casa francese è tornata infatti a partecipare al raid dopo le vittorie “africane” consecutive dall’87 al ’90 (con le 205 T16 e 405 T16) fatto che ha ovviamente un notevole valore storico e simbolico. Per questa rentrée non sono state adottate mezze misure: così oltre al debuttante in auto Cyril Despres (che però ha vinto 5 volte in moto) troviamo due piloti forti ed esperti come Stephane Peterhansel (5 volte vincitore con le auto) e Carlos Sainz (vincitore nel 2010). Ma è anche interessante analizzare le scelte tecniche adottate sulle tre vetture Peugeot 2008 DKR sviluppate nel corso degli ultimi 12 mesi. «Come facemmo a Le Mans quando decidemmo di costruire una Sport con abitacolo chiuso - ha spiegato Bruno Famin, direttore di Peugeot Sport - anche in questo caso abbiamo scelto di adottare una strategia opposta a quella del nostro principale rivale. Così abbiamo scelto di concentrarci sulle due ruote motrici, che rispetto alle 4x4 pensiamo possano offrire qualche interessante vantaggio». L’adozione di una trasmissione a due sole ruote motrici, infatti, permette un peso sensibilmente inferiore, per cominciare (1280 kg). Ma anche ruote più grandi (Michelin 37/12,5x17) che minimizzano gli sbalzi della carrozzeria, consentono di adottare dischi freno da 355 mm di diametro, agevolano il passaggio sugli ostacoli e alzano la distanza da terra, permettendo di allungare la corsa delle sospensioni (a doppi bracci e doppi ammortizzatori) da 250 a oltre 400 mm. Le dimensioni ridotte (4099 mm di lunghezza totale) aumentano inoltre l’agilità. A tutto questo si aggiunge il motore montato in posizione centrale-posteriore, favorevole per la ripartizione dei pesi: si tratta di un 3.2 V6 a gasolio con doppio turbo, da 340 cavalli e 60 kgm. È accoppiato a un cambio longitudinale sequenziale a sei rapporti; mentre il telaio tubolare in acciaio è abbinato a una carrozzeria in fibra di carbonio e a un serbatoio di 400 litri di capacità. «Non ho mai guidato così veloce: il modo in cui lavorano le sospensioni della 2008 DKR è semplicemente fantastico. Occorre però uno stile di guida specifico, non troppo di traverso», aveva dichiarato Peterhansel subito dopo i test di sviluppo in Marocco. Ma naturalmente quando “si fa sul serio” in una gara come la Dakar, contano anche l’affidabilità e la gestibilità. In ogni caso, al momento tutte e tre le Peugeot sono ancora in gara nonostante qualche problemino secondario, e con lo sviluppo della messa a punto (come pure della confidenza) potranno probabilmente migliorare, soprattutto nella lunga e velocissima tappa 8 da Uyuni a Iquique. Maurizio Voltini PeugeotDakar2