La Dakar “impantanata” sta recuperando le forze a La Paz, capitale della Bolivia a 3600 metri di altitudine. Dopo la cancellazione del sesto stage a causa delle condizioni estreme del tracciato, gli equipaggi si stanno riposando in vista della maratona di domani, 9 gennaio, che li porterà verso Uyuni dopo un percorso di 622 km, di cui 322 di prova cronometrata. In seguito al forzoso abbandono prima di Al Attiyah, che ha danneggiato la sua Toyota contro una roccia, poi di Carlos Sainz, rotolato in un dirupo fortunatamente senza ferirsi, il raid arrivato al giro di boa sembra saldamente nelle mani delle Peugeot superstiti.

A partire dalla 3008 DKR di Stephane Peterhansel, attuale leader della classifica generale, con 1’09” di vantaggio sul compagno di squadra Sebastien Loeb. Mr Dakar è ovviamente soddisfatto della leadership ma sa meglio di chiunque altro che alla Dakar la situaizone può capovolgersi (vedi Sainz…) in un istante: «Sono contento di essere in testa alla classifica generale, ma ho sensazioni contrastanti. Da un lato sento di essere entrato in gara troppo lentamente, dall’altro abbiamo fatto alcuni errori di navigazione. Fortunatamente, non ci sono costati cari e ci ritroviamo in testa dopo avere disputato una settimana non brillantissima. Trovo che il percorso sia molto più stile rally-raid rispetto all’anno scorso. C’è un bel misto, con una discreta varietà di speciali. Possiamo aspettarci che la seconda settimana ci riservi più scavallamenti di dune e un impegno maggiore a livello di navigazione, il che si addice a noi. Spero che la 3008DKR continui a dimostrarsi affidabile come nella prima settimana, visto che non abbiamo avuto nessun problema».

E lo sa bene Loeb, che lo scorso anno si era più volte cappottato mentre si trovava in testa al raid: «Sono soddisfatto del nostro bilancio a metà gara – ha dichiarato il 9 volte campione del mondo di rally - Le tre Peugeot sono in testa, il che è un ottimo risultato. Per quanto mi riguarda, non sono molto lontano da Peterhansel, quindi tutti i giochi sono aperti. Riguardo alle disavventure che abbiamo avuto durante le prove speciali, il problema al motore durato 25 minuti o le varie escursioni nella vegetazione, ritrovarsi a un minuto dal primo è un risultato piuttosto buono. Abbiamo passato momenti in cui non ci credevamo troppo, quindi il risultato è incoraggiante, soprattutto perché le prove di quest’anno erano delle vere speciali da rally-raid con dei tratti fuori pista e molto impegno a livello di navigazione. Anche i più esperti hanno avuto vita dura. E’ dunque molto positivo il fatto di essere ancora in gara».

A seguire Cyril Despres, cinque volte vincitore della Dakar in moto, ora in cerca del primo successo in auto, è galvanizzato dal successo nel 4° stage: «E’ stata una prima settimana incredibile per me e David. Volevamo vincere una prova speciale, ma, in una prima parte della Dakar così complicata, non era affatto scontato e, soprattutto, non nella tappa complicata che abbiamo poi vinto. Ma ce l’abbiamo fatta e questo ci ha dato la carica per il seguito della gara. Abbiamo dimostrato di potere essere veloci. Con questa vittoria, siamo in linea con il nostro programma, anzi, abbiamo un certo margine di vantaggio. Concretizza il lavoro fatto da quando siamo passati alle quattro ruote e anche la capacità del team di realizzare una vettura eccellente in grado di affrontare tutte le situazioni. A parte un volatile che ci ha distrutto l’antenna del Sentinel, non abbiamo avuto il minimo problema sulla nostra 3008DKR. Siamo prontissimi per affrontare la seconda settimana!»

Se Despres è ottimista lo è anche Nani Roma, altro ex motociclista vincitore nel 2014 con Mini, ora in gara con Toyota. Lo spagnolo e la sua Hilux, che pagano un ritardo di 5'35" su Peterhansel, sembrano al momento gli unici in grado di contrastare lo strapotere Peugeot: «In definitiva penso che sia stata una settimana molto positiva anche se è un'edizione molto difficile e la navigazione è molto complessa, si ha la sensazione di poter commettere un errore a ogni chilometro. Comunque io e Alex (in lavigatore, Ndr) stiamo lavorando molto bene e siamo tranquilli. A essere sinceri quando corriamo in quota facciamo fatica a star dietro alle Peugeot, perché hanno molta meno perdita di potenza e pesano molto meno. Aspettiamo quindi di correre ad altitudini inferiori. Sono comunque molto soddisfatto di trovarmi a 5 minuti dal primo, siamo quattro veicoli, ognuno in grado di vincere. Ma so che sarà una settimana molto dura e difficile, può ancora succedere di tutto».

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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DAKAR RALLY - CLASSIFICA GENERALE 

1 Peterhansel-Cottret Peugeot 14h02'58”
2 Loeb-Elena Peugeot +1'09"
3 Despres-Castera Peugeot +4'54"
4 Roma-Haro Bravo Toyota +5'35"
5 Hirvonen-Perin Mini +42'21"
6 Przygonski-Colsoul Mini +59'55"
7 Terranova-Schultz Mini +1h04'49"
8 De Villiers-Von Zitzewitz Toyota +1h08'11"
9 Garafulic-Palmeiro Mini +1h57'40"
10 Dumas-Guehennec Peugeot +2h22'17"