L’Odissea è finita. Anzi l’anabasi. Perché se il viaggio di Ulisse è un ritorno, la Dakar 2017 è stata una lunga, estenuante, spedizione nel cuore di tenebra del Sud America. Capace di mietere vittime eccellenti fin dalle prime battute e di mettere in gravi difficoltà l’organizzazione con un meteo crudele come non mai.

Ad avere la meglio è stato, per la tredicesima volta, il più valente dei valenti, Stehane Peterhansel. Mr. Dakar ha guidato il trionfo dello squadrone Peugeot, contrastato solo dal compagno di team Sébastien Loeb. Ma nonostante gli sforzi del Cannibale è stato nuovamente Peterhansel a conquistare la gloria. Prima del podio di Buenos Aires il campione ha commentato: “All’inizio della gara c’erano in lotta sei o sette piloti, ma dopo poco siamo rimasti in quattro. E durante la seconda settimana siamo rimasti in due, io e Seb. Abbiamo lottato duramente e alla fine ho vinto io, anche se è un piccolo dettaglio”.

Peterhansel tributa i giusti onori al grande sconfitto, che nella penultima prova cronometrata stava per ribaltare la situazione: “Probabilmente ho vinto venerdì, dopo la foratura di Seb. E’ stata una vittoria di esperienza. Non c’è stato nessun ordine di scuderia, è stato solo un duello tra due piloti con la stessa macchina. Una 14esima vittoria? Perché no!”

Loeb merita il plauso dell’avversario. Alla sua seconda Dakar ha rischiato di vincere e la soddisfazione supera la delusione: “L’anno scorso sono arrivato 9°, quest’anno 2°, è un miglioramento notevole. In più stavolta sono rimasto in pista (riferendosi al ribaltamento che aveva compromesso la sua prestazione nel 2016, Ndr). Abbiamo fatto un paio di errori di navigazione ma considerando la complessità di questa Dakar siamo andati bene. Abbiamo chiuso al 2° posto con un piccolo distacco abbiamo capito di avere un grande potenziale. Faremo meglio la prossima volta! L’obiettivo, un giorno o l’altro, è di vincere la Dakar

Felice anche l’uomo salito sul terzo gradino del podio, Cyril Despres, che completa l’apoteosi Peugeot (nonché della Francia intera): "E’ una bella sensazione, non salivo sul podio della Dakar da tre anni, un sacco di tempo, specialmente quando ti alleni tutto l’anno per questo. Ma ovviamente avevo due grandi avversari davanti a me: Peterhanse e Loeb non sono solo montagne, sono l’Everest e l’Himalaya!”

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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