Dopo la fondamentale giornata di riposo nella capitale boliviana, La Paz, i guerrieri sono tornati sul campo. Ad aprire le ostilità Carlos Sainz, vincitore della sesta tappa, sulla Peugeot 3008 Dkr Maxi n. 303. avventuratosi per primo verso i 302 km di trasferimento e i 425 km di speciale che caratterizzano lo stage da La Paz a Uyuni. Un’occasione unica per l’ex campione del mondo rally per riacciuffare il compagno di squadra Stéphane Peterhansel sul veloce tracciato boliviano. E lo spagnolo non se l'è lasciata sfuggire.

Ma a dettare il ritmo nella prima porzione della speciale è stato Nasser Al-Attiyah al volante del suo Toyota Hilux, presentandosi al CP1 con un vantaggio di 16 secondi su Sainz e 18 su Peterhansel. Ma si tratta di un fuoco di paglia. Dopo 100 km dallo start in vantaggio c’è Peterhansel, che nonostante il fango scarica tutti i cavalli della sua Peugeot, presentandosi al WP3 con un vantaggio di 2’50 su Sainz e di 5 minuti sulla Toyota di De Villiers, mentre Al Attiyah continua a perdere terreno: dopo 150 km paga un ritardo di oltre 12 minuti.

Poi il colpo di scena: Peterhansel si ferma, riaccendendo le speranze degli inseguitori. E’ la svolta della giornata: Mr Dakar rimane bloccato un’ora e 45 minuti per riparare la sospensione posteriore sinistra e il radiatore della sua 3008; Sainz ne approfitta, tagliando il traguardo dopo 4 ore, 49 minuti e 26 secondi di maratona. Alle sue spalle De Villiers in ritardo di 12’, terzo Al Attiyah a 3’45” dal compagno di squadra sudafricano. Il Principe del Deserto, al termine di una giornata ricca di colpi di scena, commenta: “Stephane ha avuto un problema tecnico, non è un grosso guaio per lui. Ma questa è la Dakar. La scorsa settimana noi abbiamo avuto un sacco di problemi e perso molte ore. Non ho mai vissuto una Dakar come questa… Siamo dei pazzi...”

Dal canto suo, il 13 volte vincitore della Dakar Peterhansel non condivide lo stesso entusiamo: “Eravamo su un lungo rettilineo cosparso di grandi pozzanghere. Un quad era fermo davanti a noi, così mi sono spostato di lato per evitarlo e ho sentito un rumore assordante. Il posteriore era in pezzi: sospensioni, trasmissione… Tutto ciò che abbiamo potuto fare è stato cannibalizzare l’auto di Cyril”. Infatti, mentre Sainz si avviava verso la vittoria, Despres è accorso in aiuto del compagno di squadra Peterhansel. Ormai fuori dai giochi ha consentito al connazionale di limitare i danni e di tagliare il traguardo, sebbene con 1 ora 47 minuti e 56 secondi di svantaggio su Sainz, nuovo leader del rally.

Domani, 14 gennaio, l’ottava tappa da Uyuni a Tupiza: 87 km di trasferimento seguiti da ben 498 km di speciale, raggiungendo quote prossime ai 4800 metri.